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In un momento di burrasca sulle scelte di politica estera e missioni internazionali, con la riforma sanitaria che ristagna nelle lungaggini parlamentari, con la maggioranza in Senato che vacilla specie in prospettiva delle elezioni di medio termine, Barack Obama si butta sulle arti.
E forse per parare anticipatamente i colpi che gli potrebbero arrivare con i tagli ai finanziamenti per la cultura previsti nel 2011, gioca la carta di un grande nome, come quello dell’artista Chuck Close, chiamandolo a far parte del suo Committee on the Arts and the Humanities.
Esponente fra i più conosciuti dell’Iperrealismo americano, Close porterà nel comitato le istanze – già sostenute in passato – per migliorare la legislazione vigente in materia di status fiscale dei creativi e di commercio di opere d’ingegno.
[exibart]











