16 febbraio 2010

Nojo vulevuan savuar l’indiriss… Vita dura, se cerchi il museo d’arte contemporanea

 

di

72197
Trovare a Milano l’Hangar Bicocca? Pressoché un impresa. La Triennale Bovisa? È dura. Il PAC? Sconosciuto o quasi, alla segnaletica stradale o turistica. Per non parlare di Roma, dove – a fronte di milioni di cartelli che, chissà perché, in ogni dove indicano l’Auditorium – non c’è minima traccia di segnalazioni per Macro e Maxxi, musei che si inaugureranno sì ufficialmente nel corso di quest’anno, ma di fatto funzionano già da anni…
In generale comunque è ancora forte la sperequazione, a livello di segnaletica, fra musei classici e quelli d’arte contemporanea. Quasi che duri ancora una ottocentesca o primo-novecentesca dannazione per l’arte contemporanea – entartete kunst – rispetto all’arte antica. A Roma si arriva fino alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, poi… il buio topografico.
Per questo, lodi vadano alle invero poche eccezioni a questa regola, ovvero a quelle città che – come documentano le foto sopra – danno pari dignità ai nuovi musei; come Bologna col MAMBo, o Napoli col Madre…

[exibart]

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