18 febbraio 2010

Per ingannare l’attesa (dell’ampliamento), il Centro Pecci si fa una sede a Milano…

 

di

Gli spazi della nuova sede milanese
Sorprende tutti, il Centro Pecci di Prato. Non tanto perché sceglie la vetrina della BIT – la Borsa Internazionale del Turismo, in corso alla Fiera di Milano – per presentare l’avvio dei lavori per l’ampliamento della sede toscana, con l’ormai famoso – non unanimemente apprezzato per la verità – progetto concepito dallo studio olandese NIO architecten. Il celebre “piercing”, come da efficace neologismo made in Exibart.
Ma sorprende perché con nonchalance annuncia l’apertura di un nuovo spazio a Milano, “inteso come vetrina e cassa di risonanza per l’offerta artistica e culturale contemporanea in Toscana nel capoluogo lombardo, al centro del rinnovamento nazionale e dell’attenzione internazionale in vista dell’Expo 2015”.
La sede del Museo Pecci Milano sarà ricavata in un ampio edificio di archeologia industriale nella zona dei Navigli, in Ripa di Porta Ticinese. E sorprende ancor di più la tempistica: non un vago progetto, con date da vagliare, dinamiche da strutturare, ma una realtà concreta, con inaugurazione già fissata in aprile, in occasione del Salone internazionale del mobile.
Evento di apertura una spettacolare installazione dello stesso studio NIO architecten, Dark Matter, “fondata sul concetto cosmologico di ‘materia oscura’ e incentrata sul connubio fra creazione artistica, produzione industriale e innovazione tecnologica”. Previsti già per il futuro appuntamenti dedicati a Gianni Pettena, protagonista dell’Architettura Radicale fiorentina, in occasione dell’acquisizione di un nucleo di sue opere storiche in collezione; e a Paolo Canevari, artista affermato a livello internazionale che ha esposto a Prato nel 1992 una grande installazione rimasta in collezione ed al quale il Centro Pecci dedicherà un’ampia ricognizione personale a Prato dal 20 marzo al 1 agosto 2010.

link correlati
www.centropecci.it

[exibart]

9 Commenti

  1. Tolto il risvolto da marketing pubblicitario di quest’operazione mi dite cos’altro rimane???? Puntare sulla promozione non serve a niente se a mancare sono proprio i contenuti…un progetto non può ridursi a una vuota operazione promozionale…cosa lanci il vuoto spinto???????

  2. Per anni abbiamo sofferto la penuria di risorse ed il degrado del Pecci; abbiamo assistito alla forzata cessione del patrimonio del Pecci al Comune di Prato ed ora invece veniamo a conoscenza della spesa di 500.000 € per la promozione su Milano: a che pro ? perché non investire sulla Toscana, magari attraverso gli aeroporti di Pisa e Firenze ?
    Sono scelte ed elargizioni della Regione Toscana incomprensibili o sciagurate ?

  3. Non è solo il contenitore che fa il contenuto:
    Occorre uscire dai proclami propagandisctici. La realtà è che il Museo d’arte contemporanea di Prato non tira più. Lo dimostra la scarsa affluenza di pubblico e la scarsa qualità nell’offerta culturale. Un museo che sopravvive a sè stesso e che si nutre solo di finanziamenti pubblici, non ha la capacità di intervenire nell’attualità del tempo presente, di avere quell’apertura verso il mondo esterno, verso quella cultura costruttiva progettuale che vede la città e il territorio d’appartenenza come cantiere esteticamente dinamico e progettuale. Manca del tutto una relazione con un pubblico diverso da quello abitudinario.Non si tratta di stupire, incuriosire, erudire ma di attivare attraverso, una strategia globale tutte le risorse umane sociali ed economiche, per metterle in gioco reciprocamente con nuovi valori e modalità di esistere e del costruire insieme la cultura non solo della contemplazione ma dell’azione sul contesto civile e sul diritto di cittadinanza culturale e civile di tutti.L’arte non è solo mercato o vetrina di artisti narcisi, ma relazioni creative continue con il territoro d’appartenenza e il mondo. Il Museo Pecci non è tutto questo. Peccato.

    Savino Marseglia

  4. Sull’idea del fortalizio militare, avrebbero potuto, ormai che c’erano, tirare fuori un pentagono e fare una succursale del ministero della difesa americana a Prato e almeno a qualcosa sarebbe servito: quello di avere il Presidente Obama a Prato… Almeno, visto che così com’è di rilevanza non ne avrà affatto, con questa soluzione Prato sarebbe stata portata alla ribalta internazionale…

  5. “Per ingannare l’attesa (dell’ampliamento),
    il Centro Pecci si fa una sede a Milano…”.
    _______________________________________________
    A TAL PROPOSITO LA COSA C’IMPONE
    UNA RIFLESSIONE…PROFONDA
    ^^^
    Ma, un nuovo MUSEO (tradizionale) non ha più senso, vive la crisi totale come gruppo di potere! L’arte se non ha spazi per la ricerca nuova muore. C’è mancanza di “Aria Pura” il respiro dell’arte d’oggi non vi è. L’arte come coscienza, come partecipazione, come Comunic/Azione, bisogna reagire e serve: non autocensurarsi per produrre ma, cooperare e confrontare la creatività originale dell’artista “vero” e non “falso” (es. quando è collocato nei “magazzini” dei musei con donazioni…, o in esposizioni miliardarie – vedi ‘L’arte nel fossato’ nel castello di Bari finanziate a senso unico con denaro pubblico e AVALLATO dai politici della Regione Puglia & Ministeri vari, ecc., e lo spreco del “Centro Pecci” che, dalla Toscana va a Milano , e lo sperpero della A.P. di Taranto – l’ex “vincente” Assessore ai Beni Culturali per la sciagurata ‘Operazione del fantomatico Museo D’arte dell’Arsenale Mediterraneo” FALLITO & FATTO MORIRE sul nascere dopo la ‘processione delle consulenze’ pagate a iosa ai tanti personaggi “veri & falsi inesperti untori” che, si son “parlati addosso” con parcelle molto, molto, molto, DISCUTIBILI E strane (?!), tali “manovre” nel Museo come nel Castello, sono un falso storico ed economico (?) e vale bene fare dalle Procure Della Repubblica e dalla Guardia della Finanza qualche controllo in più in questi Enti Pubblici (se vi fosse stato – qualche reato anni fa – nell’Amministrazione Provinciale di Taranto, viste le dimissioni dell’Assessore Vinci), e se ve ne fosse qualche altro ancora nascosto nella spesa di ben < <500/MILA EURO per la Mostra Internazionale (15 artisti e uno solo ‘ amico ‘ pugliese sconosciuto), nel Castello Svevo di Bari>> voluta da: Regione Puglia, Governatore, Assessore, Mibac, ecc.,? In piena consultazione elettorale recente.

    E’ PUR vi sono giovani artisti che rischiano l’esistenza in molte parti del mondo (e del Sud Italia) e vanno aiutati per “VIVERE” dopo aver tanto studiato, con tanti altri titoli e specializzazioni pagati in proprio.

    Non ha nessun senso l’Arte per l’Arte, il Museo per il Muso, in quanto l’Arte-Pura Vive Fuori dal Museo ( già lo sostenne Pierre Restany nel famoso Maggio 1968 a Parigi), e anche noi lo sosteniamo proprio oggi che L’Arte Totale, l’Arte-Pura è più invisibile e più “comunicativa”. Proprio oggi occorre “capire”: il “mondo contemporaneo” è Il Museo/CITTA’-MUSEO/Città – Museo/PURO per la CITTA’Museo/Territorio-CittàMUSEO è per l’uomo d’oggi e di domani.E da più parti si GRIDA all’indiscriminato sperpero di milioni di Euro…denaro pubblico con ”biglietto di sola andata e senza ritorno”.
    ^^^
    delpiano.artepura@libero.it
    di MediterraneArtePura GROTTAGLIE/TARANTO-NIZZA

  6. Il Museo Pecci, al di là della bruttura dell’edificio, incrementa non la ricerca e l’arte, ma i favoritivismi clientelari verso gli amici. Peccato che è finanziato con denaro pubblico!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui