23 febbraio 2010

Diventare collezionisti? Si presenta a Roma l’ultimo libro di Ludovico Pratesi

 

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72366(1)Una mappa da consultare per un viaggio nell’arte di oggi, una Lonely Planet del contemporaneo per affrontare con serenità e un pizzico di consapevolezza un sistema complesso e appassionante, dove tracciare il proprio cammino attraverso la costruzione di una collezione a misura dei propri gusti e delle proprie passioni”. Così Ludovico Pratesi parla, nell’introduzione, della sua ultima fatica editoriale, il volumetto L’arte di collezionare arte contemporanea, appena uscito per i tipi di Castelvecchi.
Libro che ora viene presentato a Roma, presso a libreria dell’Auditorium Parco della Musica, con gli interventi dei collezionisti Stefano e Raffaella Sciarretta, del direttore di Exibart Massimiliano Tonelli e di Paola Capata, della Galleria Monitor.
Un manuale pratico per avviare una collezione d’arte contemporanea, che parte dall’origine ed evoluzione del sistema dell’arte, guidando il lettore fra galleristi, critici, musei, fondazioni, rassegne espositive internazionali come Biennale di Venezia e Documenta a Kassel, e poi le fiere, le gallerie, le case d’asta, le principali pubblicazioni. Fino alla fatale domanda: da dove si comincia? Difficile andare oltre, e poi non vogliamo togliervi il gusto della lettura. Ci siamo però presi la libertà di “distillare” dalle pagine una sorta di decalogo, basato sulle storie dei collezionisti interpellati, che risponde alla domanda: come e perché nasce una collezione?

1. La motivazione più scontata ma anche più diffusa: per passione
2. Per l’amicizia con un gallerista
3. Per l’amicizia con un artista
4. Dalle conversazioni con un critico d’arte
5. Dopo aver visitato una mostra
6. Freudianamente, per dimenticare il proprio passato di pittore/pittrice
7. Per ragioni di carattere familiare
8. Per la stima verso un altro collezionista
9. Per partecipare al dibattito sull’arte contemporanea
10. Per ragioni uniche: Gemma Testa, vedova di Armando, lo ha fatto per ripicca contro il marito che non amava i collezionisti.






Mercoledì 24 febbraio 2010 – ore 18.30
Via Pietro Coubertin, 30 – Roma
Info: 068844749 –
sabinadegregori@castelvecchieditore.com

[exibart]

7 Commenti

  1. Un offesa al mondo dell’arte contemporanea!!!!
    Un insulso e ignorante dealer con manie di grandezza si autoproclama Critico e curatore! Non ha mai scoperto ne portato avanti alcun artista;imbroglia i suoi associati che dovrebbero ribellarsi e cominciare a guardare l’arte con i loro occhi ed a ricordarsi che per ogni acquisto che fanno il 10% di quello che pagano va a lui come commissione:….Ma i galleristi sono felici che fanno parte di un libro che è costituito dal 50% di loro pubblicità indotta e servile? Non c’è scritto nulla,addirittura ci sono parti interamente copiate da altri testi(tra l’altro da lui citati)molto più interessanti ed utili!
    Come è possibile che Castelvecchi Pubblichi una robaccia così?
    Come è possibile che un ignorante come costui sia il presidente dei Critici internazionali…!
    Sbalordito!!!!
    Iralia …Italia

  2. Un libro non molto onesto e soprattutto superficiale, come è abituato a fare Ludovico Pratesi. C’è tanto, troppo “copia e incolla”, citazioni altrui, argomentazioni approfondite zero… Si vede palesemente – e finalmente lo vedranno tutti – che al signorotto manca una buona preparazione storica e cultura critica. Se dealer è, che dealer si appalesi senza pretese intellettuali… Il suo è un libello di comodo, perchè si sa che una pubblicazione può sempre servire, fa tanto acculturato serio signora mia, e oggi in Italia suvvia non si nega a nessuno. Ah: la Castelvecchi è altra cosa da quella originale, di una volta. Altri proprietari e team, e si vede.

  3. A me il libro è piaciuto molto, soprattutto mi è stato utile. Grazie al libro ho scoperto Exibart e le fiere e andrò all’armoryshow la prossima settimana.

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