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Eh sì, perché in Italia tante volte le cose sembrano rispondere alla famosa – o famigerata? – Legge di Murphy, e per risolvere una questione che può avere una sola via di uscita, si sceglie sempre la via più complicata.
Come per assicurare alla collettività un patrimonio immancabile come l’Archivio di Giorgio Vasari, che andrà all’incanto il 9 marzo ad Arezzo, presso il Museo di Casa Vasari, con un prezzo base d’asta di 2.600.000 euro. L’Archivio era stato infatti pignorato da Equitalia per debiti degli eredi del proprietario della collezione nei confronti dell’erario.
Tutto a norma di legge, quindi. Eppure in Italia si riesce a produrre decreti d’urgenza per ogni questione – il riferimento alle polemiche politiche di questi giorni è del tutto casuale -, ma evidentemente in questo caso non è stato possibile. Non resta che aspettare l’asta ed incrociare le dita, sperando che non arrivi qualche russo con maggiori disponibilità dei funzionari ministeriali. E senza dare per scontato l’esito: l’archivio di Filippo Tommaso Marinetti, venduto negli anni ’90, ora giace beato oltreoceano, fra Yale e il Getty…
[exibart]










Ma davvero pensate che al governo Berlusconi interessi l’archivio Vasari? Solo un miracolo lo può far restare in Italia.
Da sempre la cultura, che rende liberi, ha dato fastidio ai regimi dittatoriali. non ci deve, quindi sorprendere che questa banda di furbetti affaristi che ci ha scippato il consenso a governarci non mostri alcun interesse agli archivi del Vasari.
Con un soprassalto di dignità togliamoceli dai piedi! tra poco ne avremo un’altra occasione…forza!
Oddìo, potendoselo mettere nel salotto buono e vantarsene con gli amici (e soprattutto le “amichette”) in visita, magari un pensierino ce lo farebbe pure…