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Se la Tate Modern ne sta programmando di cotte e di crude, in vista dei festeggiamenti per il decennale, la Tate Britain non vuole restarsene a guardare. Strizzando l’occhio alle generazioni più giovani, meno propense a raggiungere Millbank per perdersi fra i Turner, o anche gli Hockney.
Con Chris Ofili già va meglio: ed ecco allora l’occasione, che porta il nome di Tinie Tempah, giovanissimo rapper già habitué della testa delle classifiche musicali – in questo momento presidiata con Pass Out -, fresco di tour col gruppo Chipmunk.
Ed eccolo, allora, aggirarsi per la mostra di Ofili, invitato a reinterpretare le opere dell’anglo-nigeriano alla sua maniera. La sua musa ispiratrice? No Woman, No Cry, del 1998…
link correlati
www.tate.org.uk
[exibart]












Provo invidia, rammarico e rimorso, ero lì quando alla Tate non si pagava, e frequentavo Brixton e NottingHill, andavo a suonare in una scuola occupata, ora mi tocca beccarmi la situazione di casa, col kkk dei poveri e tutto il resto. Per inciso, Bob marley è mancato, credo nel 79, No Woman no Cray qualche lustro dopo non poteva scriverla neanche il Ras Tafari in persona. Non conosco Tinie Tempah, posso solo apprezzare la sua scelta, è uno dei più bei testi mai scritti, per non dir della musica.