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E se accanto a Giotto fosse vissuto un quasi omonimo dal nome Ghiotto, assai più vorace del celeberrimo artista ma certo meno rivoluzionario? Per non parlare delle lezioni di Pico su Paperangelo, Papernova e Paperangiolo…
E ancora, ve lo immaginate Paperino alle prese con il “nullintimismo astratto”? Sono solo alcune delle sedici storie a fumetti raccolte nel volume Arte Papera, disponibile in edicola a 5,50 euri. Per una giornata di relax dopo qualche abbuffata. E per restare accanto all’arte col sorriso stampato in faccia…
[exibart]
E ancora, ve lo immaginate Paperino alle prese con il “nullintimismo astratto”? Sono solo alcune delle sedici storie a fumetti raccolte nel volume Arte Papera, disponibile in edicola a 5,50 euri. Per una giornata di relax dopo qualche abbuffata. E per restare accanto all’arte col sorriso stampato in faccia…
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Per favore smettetela (non è la prima volta infatti) di scrivere “euri” al posto del corretto “euro” che resta tale anche al plurale. Va bene fare i simpatici, ma non sulla pelle della grammatica italiana.
dal sito dell’Accademia della Crusca:
La questione della forma plurale del nome della nuova moneta europea non è lineare e, anzi, si distingue per alcune asimmetrie che emergono nel confronto tra l’italiano e le altre lingue europee. Una direttiva della Comunità europea del 26 ottobre 1998 ha stabilito infatti che solo per alcune lingue (inglese, italiano e tedesco) la parola resti ufficialmente invariabile al plurale, mentre per altre segua la morfologia specifica. Questo diverso trattamento è alla base delle molte perplessità e polemiche: senza dubbio l’invariabilità sarebbe stata più giustificata e certamente accettata meglio anche in Italia se avesse avuto come motivazione profonda l’uniformità con gli altri paesi europei, cosa che adesso esiste soltanto nella resa grafica sulle banconote e sulle monete (anche la pronuncia della parola è naturalmente differente nei vari paesi che hanno adottato l’euro). Il presidente dell’Accademia della Crusca, prof. Francesco Sabatini, si è pronunciato in proposito nel numero 23 della rivista La Crusca per voi e la motivazione più forte che ha portato in difesa dell’invariabilità della parola euro è stata che questa è “una parola dotata di una sua particolare fisionomia, portatrice di una semantica che quasi la isola nel contesto morfosintattico… la prima parola di una lingua europea non nazionale”. Certo, resta il nostro istinto di parlanti nativi che ci induce ad applicare le regole della morfologia naturale della nostra lingua e a flettere di conseguenza un nome maschile terminante in -o nella sua normale forma plurale in -i: personalmente sono convinta che l’uso parlato resterà vario e spero che nessuno si scandalizzerà di fronte a chi dirà euri.
E’ uno scandalo!
Concordo pienamente: si dice Paperdollari!!!
(ma va a ciapà i rat)
cara a.p. ti ho già detto che sei il mio mito?