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È Pablo Picasso l’artista che ha sempre suscitato le maggiori simpatie presso le cupole mafiose, i gruppi terroristici ed i trafficanti di droga di tutto il mondo, nell’ottica di furti e falsificazioni. Ad affermarlo è Noah Charney, rinomato esperto di crimini legati alle opere d’arte, che nel corso di un recente incontro avvenuto presso il museo Thyssen-Bornemisza di Madrid ha precisato che nella bizzarra “classifica” il malagueno è seguito da Salvador Dalí e Joan Miró.
L’interesse per l’arte di queste categorie – nelle quali l’Italia vanta un’incontrastata quanto disonorevole leadership, grazie a Cosa Nostra, Camorra e ‘ndrangheta – risale agli anni Sessanta, quando la televisione iniziò a diffondere le notizie dei mirabolanti prezzi raggiunti in asta da Cézanne, o Picasso. Che da quel momento è divenuto uno degli artisti nell’occhio del mirino, fino al culmine del 1976, con ben 180 opere rubate.
[exibart]













