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Una piazza con giardino, spazi interni restaurati, una caffetteria in cui poter acquistare arredamento vintage e una libreria. I lavori di restauro stanno per giungere al termine e il nuovo Hangar Bicocca inizia a svelarsi. Il giardino ospiterà due installazioni permanenti, una di Fausto Melotti restaurata da Arnaldo Pomodoro e proveniente da Villa Arconati e un’altra del giovane Stefano Boccalini; saranno inoltre presenti una serie di video del regista Niccolò Lombardi sulla storia e la memoria del quartiere e sulla sua identità presente.
L’intenzione della direttrice artistica Chiara Bertola è quella di dialogare con il territorio, tentando di valorizzarne le varie realtà sociali e culturali. Ma veniamo al programma espositivo: ad aprire le danze il 25 giugno saranno Christian Boltanski con Personnes, una mostra in collaborazione con il Grand Palais di Parigi e l’Armory Show di New York e il catalano Carlos Casas con i video della pluripremiata serie End.
Da ottobre partirà il progetto Terre Vulnerabili, una serie di quattro mostre simbolicamente legate alle fasi lunari, all’insegna del concetto di fragilità e di responsabilità collettiva. L’esposizione crescerà organicamente ed ogni fase si innesterà sulla precedente. 30 sono gli artisti chiamati a partecipare. Qualche nome? Alberto Garutti, Mona Hatoum, Yona Friedman, Stefano Arienti… Intorno al tema principale verrà inoltre organizzata una serie di incontri in cui il concetto di vulnerabilità è associato all’architettura, alla scienza, all’economia, al segno, alla spiritualità ed alla terra.
Chiara Bertola, con la sua squadra di curatori Roberto Casarotto, Susanne Franco e Andrea Lissoni, ha previsto inoltre l’aprirsi di alcune fessure sugli altri linguaggi della contemporaneità con spettacoli di danza, teatro, poesia e musica all’insegna della contaminazione e della sperimentazione linguistica. Pronti a calcare gli spazi dell’hangar sono Peter Stein, Phill Niblock, Yasmeen Godder ed Emio Greco. (matteo meneghini)
[exibart]










con tutto quello spazio e con tutti quei soldi, che programmazione moscia