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E due. Dopo la cavalcata mattiniera fra le vertiginose passerelle del Maxxi, con pranzo per tutti in piena Piazza Boetti, la tribù dell’arte è trasmigrata di qualche chilometro, per l’anteprima del Macro. Primi raffronti, inevitabili anche se improponibili, sulle scelte architettoniche. Ma attenzione puntata anche sulle scelte delle opere delle collezioni da esporre.
Dunque, per il Maxxi è stata forse questa l’unica argomentazione dai pareri discordi, nell’unanime entusiasmo: sale in qualche caso troppo piene, qualche piccola defaillance nell’illuminazione, qualche scelta, su singole opere, discutibile. Altri allestimenti impeccabili, dal grande Kapoor a Kiefer, a Mochetti.
Più equilibrata è parsa la linea del Macro, ben allestita nei nuovi e molto funzionali spazi. Su tutte la grande sala, godibile anche dall’alto di una passerella, con un’immensa accumulazione di Subodh Gupta…
[exibart]












dieci anni di lavoro per un centro per la raccolta differenziata