28 maggio 2010

Da Roma: 3D-tredomande: Stefano Zecchi, bene il boom inaugurale al Maxxi, ma pensiamo subito al futuro

 

di

74435
E’ qui, dichiara, per dovere istituzionale, altrimenti l’allergia ai bagni di folla inaugurali lo terrebbe lontano. Quindi nel ruolo di consigliere d’amministrazione della Fondazione Maxxi, il professor Stefano Zecchi tiene i piedi ben saldi per terra, e guarda avanti. All’inseguimento di strategie culturali, ma anche amministrative…

– Le sue prime sensazioni, dal punto di vista del consigliere d’amministrazione?
Intanto, la prima sensazione positiva è che finalmente è stato aperto, e potrà fare il suo lavoro. La seconda, è che adesso bisogna capire bene come farlo funzionare. I costi sono elevati, le aspettative sono molte, e culturalmente deve sviluppare delle iniziative non legate ai soli aspetti espositivi, ma anche – ad esempio – quelli della formazione…

– In questo clima di tagli generalizzati, anche alla cultura, come affronterete il futuro?
Questo non lo so, perchè non conosco ancora quelle che saranno le oggettive disponibilità finanziarie. Io sono un convinto assertore del fatto che la cultura ha sempre bisogno di un finanziamento pubblico, per poter amministrare la sua autonomia, che deve essere di indirizzo strategico e culturale. Se tutto si mette in mano al mercato, che pure deve esserci per poter bilanciare le spese, finisce generalmente male. Questo accade in tutti i paesi del mondo, America compresa.

– C’è un rischio di boom inaugurale, seguito da un lento letargo?
Guardi, io sono qua oggi per un dovere istituzionale, ma altrimenti il boom delle inaugurazioni mi interessa molto poco. La scommessa è legata a quello che riusciremo a fare da qui in avanti, da un punto di vista gestionale, e culturale. Mi auguro che l’attenzione resti alta anche dopo…

[exibart]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui