Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Una vicenda che per certi versi ricorda quella di Dash Snow, ventisettenne artista newyorkese simbolo di tutta una generazione di creativi alternativi e ribelli, morto lo scorso anno per overdose in un albergo di Manhattan. Talenti esplosi precocemente, caratteri inadatti ad affrontare la giungla della notorietà contemporanea.
Come quello di Tobias Wong, designer canadese notissimo per le sue provocatorie operazioni di appropriazione dell’opera di altri creativi, e per il suo approccio dissacratorio ai beni di lusso, morto suicida nei giorni scorsi nella sua casa di Manhattan a 35 anni. Wong ha sempre operato a margine del mondo del design tradizionale, fin dal 2001, quando guadagnò l’attenzione della stampa trasformando una Bubble Club chair di Philippe Starck in una lampada, svelandola la sera prima della presentazione della sedia originale. Famoso anche il suo anello di fidanzamento con il diamante montato capovolto, “in modo che chi lo indossava potesse utilizzarlo per tracciare dei graffiti”.
Nato e cresciuto a Vancouver, Wong aveva studiato a Toronto prima di trasferirsi nel 1997 a New York, dove aveva frequentato la Cooper Union, laureandosi in scultura.
articoli correlati
New York maledetta, morto per overdose l’artista ventisettenne Dash Snow
MIAMI FA 13
[exibart]












Wong fa parte del Cetis Centre, acronimo di operazioni legate al plastica degli oggetti. Florence Gardy lo ha cercato la sera del primo giugno tra la madison e la 45esima strada. Ho parlato con Jenise che aveva fatto colazione con lui da delicatessen, ma niente. Ora ci sono tutte le finestre chiuse e la signore Mc Ryan sta portando il cane a fare una passeggiata e a prendere il latte da Thomposon. Tutto normale.