06 giugno 2010

Altro che comunista… Picasso negoziò con Franco una mostra a Madrid

 

di

Pablo Picasso
D’accordo, ormai tutti sono abituati a quest’epoca di disimpegno, dove non c’è proprio più posto per le ideologie, ed anche le certezze più granitiche rischiano di crollare di fronte al relativismo imperante. Eppure c’è ancora spazio per lo stupore: almeno, davanti alla figura di un Pablo Picasso in entente cordiale con il generalissimo Francisco Franco.
Sì, perché è questa l’ultima bomba che giunge dalla sempre prodiga storiografia artistica: il grande artista malagueno, icona della sinistra dura e pura antifranchista, nel 1956 non avrebbe esitato ad intavolare una negoziazione con il regime spagnolo, di fronte alla possibilità di una sua grande mostra retrospettiva a Madrid, trattativa poi naufragata a causa del diffondersi delle indiscrezioni.
A rivelarlo John Richardson, nella sua nuova biografia di Picasso, scritta in collaborazione con lo storico dell’arte Gijs van Hensbergen. Stando a Richardson, che ha avuto un rapporto personale con il pittore tra il 1940 e il 1960, nel 1934 l’artista avrebbe incontrato in una cena a San Sebastián José Antonio Primo de Rivera, dopo un invito ricevuto dallo stesso fondatore della Falange. Secondo le nuove ricerche, il critico d’arte José María Moreno Galván fu inviato da Franco nel 1956 sulla Costa Azzurra, dove Picasso viveva nella sua grande villa, per negoziare l’organizzazione di una retrospettiva, con l’obbiettivo di “distruggere Picasso nel suo status di eroe della sinistra, che lo avrebbe visto come un traditore”.

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[exibart]

4 Commenti

  1. Mi sembra di capire che si trattasse di una specie di manovra del regime, e comunque la mostra non ebbe luogo. Non vedo dove sia lo scandalo. Considerando poi che il Maestro non fu mai un modello di virtù, mi stupisce lo stupore di sì paludati esegeti, che dovrebbero essere uomini di mondo.

  2. Come sempre il nemico va controllato, scrutato, anche con un “apparente dialogo”. Sono fatti della storia, da sempre, non vedo lo scandalo… soprattutto se poi la mostra non è stata realizzata… ma capisco che si debba vendere il libro…

  3. Uffa, questo incasellare gli Artisti e gli intellettuali del secolo passato come seguaci di ideologie; Mirella Serri col suo libro ” I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte” ha svelato episodi di connivenza col fascismo dei più osannati “campioni” della sinistra italiana postbellica. Ed io mi accingo a scrivere un libretto intitolato ” Il fascismo degli artisti antifascisti” che raccoglierà notizie estrapolate dalla documentazione raccolta sui “mercatini”. Se ne leggeranno delle belle! Solo per si sappiano certe VERITA’.

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