Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Pochi nomi: Chen Zhen, Pascale Marthine Tayou, Kendell Geers, Loris Cecchini. Pochi nomi, che chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il contemporaneo italico riesce a riassumere in uno solo: Galleria Continua di San Gimignano.
È legato alla “corazzata” toscana uno degli aspetti più nuovi dell’ultimo – scoordinato, tanto per cambiare – progetto d’arte contemporanea partorito da Milano. Un progetto strutturato in diversi step, pensato per fissare delle tappe di avvicinamento verso il futuro Museo di Arte Contemporanea di Libeskind, nel 2013. E fra le iniziative previste c’è la collocazione di dieci grandi opere di arte contemporanea – in futuro destinate proprio al parco del MAC – in altrettante piazze, con la collaborazione dell’associazione di collezionisti Acacia presieduta da Gemma Testa.
Ed in questo contesto ecco profilarsi all’orizzonte la Galleria Continua, da sempre attivissima nell’arte pubblica e nella collaborazione con le amministrazioni pubbliche, ma finora mai con Milano: fra i dieci artisti interessati ci sono infatti i quattro menzionati sopra, tutti della scuderia toscana. Il debutto sarà a luglio con la collocazione di fronte a Palazzo Reale di Le pietre sono parole di Marco Nereo Rotelli, mentre a seguire toccherà a Maurizio Cattelan, con Contro le ideologie, in piazza Affari, e poi Michelangelo Pistoletto, Armando Testa, Matej Kren. Un discorso a parte merita Mimmo Paladino, del quale in piazza Duomo sarà riproposta la famosa Montagna di Sale ideata nel 1995 per Piazza Plebiscito a Napoli: una sorta di auto-ritratto – ed anche di auto-gol – di una città che culturalmente arranca, costretta a presentare opere di grande impatto che hanno già espresso tutta la loro energia altrove…
Si diceva della Galleria Continua: la pacifica “invasione” non poteva non provocare le ire dei galleristi milanesi, che si sono fatti sentire per bocca di Pasquale Leccese, presidente di StartMilano. Lamentando la mancanza di dialogo con il Comune, che per tutta risposta alla prima occasione bypassa gli operatori cittadini aprendo ad altri, con un progetto privo di una linea critica e di una finalizzazione coordinata in chiave museale. “La mostra – è stata la pilatesca risposta affidata alla stampa dall’assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory – viene fatta in collaborazione con Acacia. Ed è stata questa associazione a indicarci una serie di temi e artisti che potevano rispondere ai nostri desideri”.
Altri aspetti del complesso programma comunale riguarderanno Walls of Fame, con il coinvolgimento di dieci writers – da Pao a Ozmo, Kayone, El Gato, TvBoy – ai quali verranno affidati altrettanti luoghi periferici o degradati, mentre un terzo filone – ancora in collaborazione con l’associazione Acacia – vedrà la collocazione di dieci fontane d’artista lungo la Cerchia dei Navigli.
articoli correlati
Finazzer Flory: “I musei a Milano? Tesoretto da 100 milioni”. E il Museo del Novecento aprirà con…
3D-tredomande: Massimo Zanello su arte e musei a Milano
Citylife o Citydeath? Ancora nuvole sul progetto milanese di Libeskind
[exibart]












Se gli irati e molto spesso supponenti galleristi milanesi cominciassero a lavorare assieme anziché continuare a farsi gli sgambetti a vicenda, forse qualcosa di più farebbero. E potrebbero pure proporre mostre ed iniziative di livello tramite le loro associazioni. Invece a farsi la guerra per dire quanto internescional sono mentre la cultura a Milano va a puttane…
Milano? Ma ci vogliamo rendere finalmente conto che come città per l’arte contemporanea non esiste ? Rassegnatevi ! Il fatto che ci siano 4-5 gallerie che fanno un buon lavoro non la può salvare da un giudizio di mediocrità. Collezionisti senza personalità che usano più le orecchie che gli occhi, nessun museo degno di questo nome, curatori con i paraocchi, una accademia che sforna cloni a raffica. Oramai nell’arte contemporanea Milano viene dopo Torino, Napoli e Roma, di gran lunga dopo.
Sottoscrivo l’affermazione di daniele. E applaudo .
Acacia che ha promosso la galleria Continua è composta da collezionisti milanesi.
Acacia composta da collezionisti milanesi che all’improvviso si sono accorti che a Milano non c’è nulla e quindi si son rivolti ad una galleria toscana. Inoltre non è un caso poi che la più importante galleria a Milano in questo momento è made in Naples = Lia Rumma.
pertanto anche tu usi le orecchie più degli occhi mi pare…