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Nel 1963 aveva lanciato, insieme a Gerhard Richter, il movimento del Kapitalistischer Realismus (realismo capitalista), come risposta europea alla Pop Art. La sua ironia molto sottile si concretizzava in opere nelle quali metteva alla berlina oggetti e feticci di uso comune, che contribuivano a creare il ritratto del tedesco medio negli anni del miracolo economico.
Ora tutte queste vicende avranno una ragione in più per essere consegnate alla storia, visto che Sigmar Polke è morto all’età di 69 anni a Colonia, dopo una lunga malattia.
Nato nel 1941 a Olsenica (Polonia), si trasferì giovanissimo con la famiglia in Germania Ovest, seguendo i suoi studi artistici nel già attivissimo centro di Düsseldorf. A vent’anni entrò alla celebre Kunstakademie, studiando con Karl Otto Götz e Gerhard Hoehme e iniziando la sua produzione creativa in un momento di enormi cambiamenti sociali, culturali e artistici per la Germania. Fra il 1977 e il 1991 fu lui ad essere docente, nell’Accademia di Amburgo.
Impossibile ricordare qualcuna delle moltissime mostre e rassegne che lo hanno visto protagonista in tutto il mondo, culminate nella grande retrospettiva dedicatagli nel 2007 a Vienna dal Museum Moderner Kunst. Nel 1986 fu chiamato a rappresentare il suo paese al padiglione della Biennale di Venezia, conquistando il Leone d’Oro per la pittura.
[exibart]










grande, grandissimo Artista
Scompare un altro artista immenso.
R.I.P.
Tra i pochi artisti, nella galassia del nulla che ha illuminato con la sua originale arte questo secolo.