12 giugno 2010

Alla Fondazione Pomodoro (senza Vettese)? Si entra solo vestiti da pirati…

 

di

Una delle “vele” del Bounty...
Le vele del Bounty ricostruite nelle dimensioni originali da alcune classi della Scuola d’Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria, usando vecchi giornali, matite, pastelli a cera. Questa la scenografia offerta a Milano dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro – fresca orfana della direttrice Angela Vettese, che ha rimesso l’incarico -, dove in occasione della mostra Ars_Artists in Residence Show l’artista Matteo Rubbi organizza… la Festa dei pirati!
Le vele realizzate saranno presentate al pubblico insieme ai disegni preparatori fatti dai bambini e dai ragazzi, e per l’occasione i partecipanti, i loro genitori e gli insegnanti così come il pubblico sono invitati a presentarsi in fondazione vestiti da pirati…

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Domenica 13 Giugno 2010 – ore 17.00
Via Solari 35 – Milano
Info: 0289075394 –
didattica@fondazionearnaldopomodoro.it

[exibart]

2 Commenti

  1. Matteo Rubbi (ex studente di Garutti a Brera) è il migliore esempio di smart relativism. Però la fa veramente bene. Bello questo progetto, intelligente ( e anche folle) , esattamente come quello presentato alla fondazione rebaudengo recentemente. Ma questo lo è di più.

    Io voglio pensare che parta tutto da un modellino di una nave e che in un grande laboratorio didattico, vestiti tutti da pirati, si inizia replicare ogni elemento del modellino in scala reale. Tanto da avere la possibilità di varare una vera nave. Una bellissima follia. Ma molto reale.

    Lo smart relativism, se lavora bene, riesce ad assorbire meglio la contemporaneità.

    Ciò detto il laboratorio didattico è l’ultima frontiera del contemporaneo. Negli ultimi mesi, ogni museo che si rispetti ne ha uno. Su questo concetto si avventano, affamati, tanti artisti in cerca di idee smart: opera come un grande laboratorio “vivo” per i bambini..il futuro.
    Come non ricordare l’opera alla recente biennale di bartolini che pensa ad una zona didattica (poi acquistata dal Mambo di Bologna)?Ma ce ne sono tante su questa linea appetitosa.

    La didattica è tema ruffiano e già “superato” dalla realtà. Conosco di laboratori didattici ancora più forti, che potrebbero dare tanto alla storia dell’arte.

    In ogni caso questo progetto mi piace.

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