13 giugno 2010

Il videogame? Roba da museo. Ne parla Mario Gerosa, su Exibart.onpaper

 

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Un ulteriore tassello nella costruzione dell’autorevolezza dei videogames come forma estetica e culturale”. Lo spunto è l’annuncio che presto a Roma, a due passi da piazza Mazzini, aprirà il ViGaMus, il VideoGame Museum, con Marco Accordi Rickards come direttore e Bonaventura Di Bello nelle vesti di curatore. Che fa il paio – a livello internazionale – con la recente inaugurazione a Parigi, alla Défense, del Musée du Jeu Vidéo.
Un trend che non poteva sfuggire a Mario Gerosa, docente di Multimedia al Politecnico di Milano ed autorevole opinionista di Exibart.onpaper, che nella sua rubrica sul numero estivo della rivista affronta il fenomeno contestualizzandolo nel lifestyle contemporaneo. “I videogame stanno vivendo il loro momento di splendore, la loro sospirata Golden Age, dopo essere stati giustamente sdoganati e accolti con tutti gli onori nell’olimpo di una non meglio specificata categoria culturale”, sentenzia Gerosa.
I videogames sono a una svolta, forti di un processo di legittimazione che si è sviluppato nel giro di una decina d’anni e che deve il proprio successo a una serie di mosse azzeccate”. Quali mosse? La risposta andate a cercarla fra le pagine di Exibart.onpaper. E non prendete la scusa delle vacanze, perché la rivista è pronta a seguirvi nei vostri luoghi di villeggiatura, con una distribuzione straordinaria fra spiaggie e verdi prati montani…

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