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“Questa opera del 2006 fa parte del ciclo “bendato” e “imbavagliato” (con altre opere già da tempo esposte e pubblicate), tipico del percorso artistico di Pinarello, e iniziato appunto anni fa rispetto al presente periodo della protesta in corso, con la quale non ha nulla a che vedere”.
Come dire: giù le mani dalla mia opera. O dal mio bavaglio. All’origine della vicenda c’è la protesta contro il Decreto Legge sulle intercettazioni, che in breve ha acceso gli animi di mezza Italia con manifestazioni e sit-in ampiamente ripresi da tutti i media. E nella foga ideologica e comunicativa qualcuno ha visto bene di cercare – in rete probabilmente – un’immagine che interpretasse lo spirito del malcontento…
Peccato che quell’immagine – Profilo imbavagliato, del 2006, che vedete sopra, insieme a un manifesto che la riproduce – avesse un autore, l’artista Ottavio Pinarello, che non ha gradito l’inopinata strumentalizzazione. “L’immagine in questione – sottolinea ora – è stata indebitamente usata non solo senza l’autorizzazione da parte dell’autore, ma senza che nemmeno gli sia stata data informazione, e in più senza che ne siano stati resi noti fin dall’inizio la corretta paternità ed i necessari riferimenti (titolo, autore, anno di realizzazione). Paradossalmente è stato messo il bavaglio all’autore del ‘Profilo imbavagliato’, preso come icona di ‘No al Bavaglio’”…
[exibart]












E siccome tutti conoscono Ottavio Pinarello, egli pensò bene di palesarsi e protestare.
quale miglior utilizzo per un’opera d’arte ???
questo la dice lunga su un costume/malcostume che sta dilagando. chi abitualmente vive connesso a internet si è fatto l’idea che tutto ciò che è su internet gli appartenga. dal momento che si scaricano (abusivamente) gratis canzoni e film, che si taroccano filmati e li si manda su youtube facendoli circoloare come realtà bibilica si pensa che basta che avvenga in internet perchè tutto sia concesso o almeno impunito e impunibile. Credo che l’Autore dell’immagine dovrebbe cercare di rintracciare i comitati organizzatori (nulla è mai spontaneo o dovuto al caso) delle manifestazioni che hanno usato l’immagine della sua Opera e tentare (anche se non so con quali speranze) di farsi rifondere l’abuso subito. Creerebbe un buon principio su cui rifondare il diritto di proprietà e d’Autore anche nel mondo virtuale
però è un utilizzo per una gusta causa… Arte non significa anche questo??
E’ la concenzione del Partito leninista,a cui tutto si deve,il PARTITO che alla fine e’ il padrone di tutto e di tutti…………..a volte si cambia solo il nome
Se fare arte vuol dire veicolare la propria trasposizione dei pensieri, mediati in qualsiasi struttura, perché non associare l’immagine alla protesta?
Concordo sul fatto che è doveroso chiedere prima di utilizzare, come qualsiasi proprietà privata di questo mondo – e qui i leninisti non c’entrano niente perché in internet, la maggior parte delle immagini, non è soggetta a tutele specifiche tranne, quando è ammonito specificamente – e, vi assicuro, molti autori pagherebbero per questo utilizzo improprio.
Mi vengono in mente le campagne Benetton del fotografo Toscani, trasgressive oltre misura, ma che hanno determinato una proiezione del brand dell’atelier e dello stesso fotografo.
O Marcel Duchamp e il suo orinatoio… in Pinarello, di cui ignoravo l’esistenza, batterei cassa o, se non è d’accordo, può chiedere la rimozione immediata del logo … qualcuno meno “impegnato” può sempre farsi avanti ed esserne orgoglioso.
Le solite mezze polemiche.
E via, un po’ di pubblicità! ho visto scatole di cioccolatini, portaombrelli, confezioni di intimo con rappresentate opere di Renoir, Fragonard, Boucher, Boldrini etcetera senza attribuzione alcuna…penso che l’Arte sia da vedere in ogni modo, che poi un vivente o un eventuale erede ne rivendichi la proprietà autorale è anche corretto, ma parlare di uso improprio…e gli strappi di Rotella? Quanti eccellenti illustratori di manifesti dovrebbero insorgere? Un artista grafico sicuramente firmò le etichette Campbell, e così via!
Mi riferisco in particolare alla risposta della Sig.ra Cristiana Curti per chiederle:
ma chi sei tu!?!?
Conosci forse l’artista?le sue opere?sei critica d’arte?
Innanzitutto le opere sono coperte,come tutte da diritto d’autore,si vada a vedere il codice civile,se l’ha mai aperto,telefoni alla SIAE,
ma per i comunisti vale la regola che quello che e’ loro e’ loro, e quello che tuo e’ anche un po’ loro……….
la relazione fra l’immagine ‘creata’ da questo carneade ansioso di pubblicità gratuita (prontamente fornitagli da questa testata) e quella utilizzata da Repubblica è del tutto inconsistente e pretestuosa, se ne accorgerebbe anche un bambino.
ma basta già per suscitare certi commenti astiosi, in cui si tira in ballo perfino il “partito leninista”.. (il quale effettivamente ha cambiato nome, ora si chiama PdL).
Non c’è relazione tra le due immagini ma semplice identità. Perchè vuoi negare l’evidenza?
L’artista fa bene ad opporsi alla stumentalizzazione della sua opera.
Per difendere i tuoi diritti credi di poter violare quelli degli altri??
Sei come quelli che dietro la comoda scusa di voler manifestare contro un governo (di qualunque colore esso sia) crede di poter compiere qualunque genere di reato?
Perchè di questo si tratta, la violazione del diritto d’autore è un reato al pari di chi danneggia un’auto o sfonda la vetrina di un negozio nella strada in cui passa una manifestazione.
Se vuoi un simbolo per difendere i tuoi diritti, perchè non te lo crei anzichè rubarlo all’artista?
Oppure semplicemente non gli chiedi il permesso… magari te lo da senza chiedere nulla in cambio.
Ma rubare è più facile che chiedere, vero??!!