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Un progetto artistico, che diviene una fondazione, e che ora diviene un festival, per progettare un parco archeologico. Nel nome di una rilettura del paesaggio italiano che mira a ribaltare la percezione negativa che abbiamo delle opere pubbliche incompiute, fino a dichiararne la dignità di opere d’arte e a trasformarle così in una risorsa economica.
Molti avranno capito, si parla dell’Incompiuto siciliano, progetto di Alterazioni Video con Claudia D’Aita ed Enrico Sgarbi. Se ne parla perché ora l’omonima fondazione promuove il primo Festival dell’Incompiuto Siciliano, che si terrà nel Comune di Giarre, la cittadina teatro del progetto originario. Workshop, assemblee pubbliche, tour turistici, concerti, spettacoli pirotecnici, “visioni psichedeliche che trasformeranno per tre giorni la Città di Giarre in un enorme, creativo, spettacolare Cantiere di Progettazione Urbana Partecipata”. Con al centro dell’attenzione il tema della progettazione del costituendo Parco Archeologico dell’Incompiuto Siciliano.
A parlarne un gruppo eterogeneo di persone, dall’architetto all’agronomo, dall’urbanista al funzionario pubblico, dal regista al comunicatore, dal sociologo al giornalista, dal filosofo al giurista, dal fotografo al musicista, “dal professionista alla persona che ha a cuore i problemi del territorio, a chi da sempre si adopera in vario modo e si spende per e all’interno della propria comunità”.
Il progetto di Alterazioni Video sarà presente alla prossima edizione della Biennale d’Architettura di Venezia, nel Padiglione Italiano curato da Luca Molinari.
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Alterazioni Video – Concrete Island – V.M.21artecontemporanea, Roma











