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La guest star è stato sicuramente lui, il noto banditore
d’asta – e dal 2004 titolare – della Phillips
de Pury & Co. Ma a far compagnia a Simon de Pury c’era una bella schiera di presenzialisti
dell’artworld, dal grande Joseph Kotuth – scatenatissimo nelle danze fino a
notte fonda, sempre circondato da tre damigelle – all’editorialista principe
del Corsera, Massimo Franco, a una bella fetta dell’antica nobiltà romana, Colonna
e Pecci Blunt in testa, alla quasi padrona di casa, la big gallerist newyorkese
Stefania Bortolami.
Quasi,
perché la casa – e che casa! – era la tenuta umbra del collezionista Massimo
Lauro, il Giardino dei Lauri, dove si festeggiava la personale di Aaron Young al
Museo Civico Diocesano di Santa Maria dei Servi di Città della Pieve, nel
perugino, dal titolo You
can run but you can’t hide. Cena elegantissima fra gazebo e bordo piscina, poi
via alla musica con la performance di Brendan Fowler…
[exibart]












Simon De Pury sarà andato a fare l’inventario di ciò che Lauro vorrà vendere alle prossime aste. Il (finto)collezionista napoletano ha svelato il suo vero volto di speculatore e quindi il De Pury è andato a verificare se c’è trippa pure per lui.
(ma la blogger, non è troppo in conflitto di interesse per scrivere delle “crtitiche” del genere???)
di Maria Teresa Annarumma > http://www.moonbow.it/blog/?p=1349
“25 giovani artisti presentano il loro lavoro a Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi.
Attention Deficit Disorder è una mostra che si inserisce nell’ambito di “VIEW”. Rotte del contemporaneo in Umbria”, originale progetto di rete ideato da Maurizio Coccia che coinvolge i Comuni di Città della Pieve, Magione e Trevi in una ricca serie di eventi legati all’arte contemporanea.
Curata da Benjamin Godsill, assistente curatore del New Museum di New York, utilizzando una selezione di artisti appartenenti alla collezione de Il Giardino dei Lauri.
Immediatamente però, non possiamo fare a meno di domandarci il perché di questo incarico curatoriale.
La mostra parte dal concetto di A.D.D. ovvero Attention Deficit Disorder, sigla della sindrome da deficit di attenzione e iperattività che Godsill così descrive «guardiamo la TV così come ascoltiamo la musica, navighiamo su Internet rispondendo ad un messaggio, mentre ammiriamo un’opera d’arte. È uno scorrere di dati convergenti e intercollegati, pensieri, idee e scambi, e sta capitando proprio ora».
Le opere in mostra, quindi, sarebbero espressione di questo diverso sentire “multitasking”, caratteristico delle nuove generazioni….ma qualche perplessità è inevitabile.
Mi direte che è sbagliato giudicare una mostra prima di vederla ma vi rispondo che non solo gli artisti sono conosciuti ( alcuni hanno avuto le loro prime personali europee o in assoluto presso gallerie partenopee ) ma anche che, una tale base concettuale per una mostra, ci sembra alquanto ardita ed inconcludente.
Godsill non è certo un curatore particolarmente brillante e gli artisti sono tutti scelti dalla collezione Lauro che ha chiari riferimenti presso gallerie newyorkesi e napoletane…allora perché tutto ciò?
I Lauro avevano bisogno di Godsill per allestire una mostra? Certo che no.
Palazzo Lucarini? No
Godsill sicuramente si….l’americano che trova l’America in Italia…
Crediamo in noi stessi e nel nostro lavoro?
Questa è una domanda da porsi: l’autorevolezza ed il valore di una mostra e di una collezione a nostro parere parlano sempre da sole e lamentarsi del filoamericanismo che l’arte contemporanea ed i mercati soffrono, spesso trova semplici risposte.
La collezione Lauro ha preferito l’Umbria, sceglie curatori statunitensi per un motivo che purtroppo non comprendiamo, ma acquista opere a Napoli in prima assoluta (oltre che a New York of course..)…
…ho poco da aggiungere, l’enigma stavolta è troppo complesso per me!”
ma sì. la “critica” infatti proviene dalla sorella di annarumma404, il quale (ed è alla mercè di tutti su facebook) ha avanzato pretese riguardo alla selezione di quei 3/4 artisti (su 25!!!!) che sono in questa mostra…
ma quale sarebbe il conflitto? Come ho precisato nel blog io stimo Massimo Lauro, (con cui ho rapporti cordiali) e la sua collezione…non stimo Godsill, e allora?
Ma in Italia esiste il conflitto di interesse ? Ma vogliamo far ridere i polli ?
Conflitto di interesse ? Ma a leggere il testo postato è evidente che la blogger che viene citata parla male solo del curatore, e allora ? A me viene di dire che ha ragione. Ci sono ottimi giovani curatori in Italia da Luigi Fassi a Marco Tagliafierro ad Alessandro Rabottini fino allo stesso Maurizio Coccia che è persona capace e preparatissima. Ma c’era proprio bisogno di andare a chiamare sto signor nessuno (Godsill) a New York ?
Ottimi giovani curatori? Direi bravi filippini per dirla alla Bonito Oliva
secondo me, più che domandare “perché di questo incarico curatoriale (a godsill)?” maria teresa annarumma avrebbe voluto più sentitamente chiedere: “perchè non avete citato la (partenopea) galleria annarumma404 in occasione di questa mostra? perchè si è regalata una esclusiva visibilità solamente al nome del curatore in carica?”
così come si capisce benissimo da queste sue parole – “gli artisti sono tutti scelti dalla collezione Lauro che ha chiari riferimenti presso gallerie newyorkesi e napoletane… la collezione Lauro acquista opere a Napoli in prima assoluta” – che la annarumma non conosce nè la collezione nè la provenienza delle relative opere che non hanno (nel maniera più assoluta) le gallerie napoletane come primo riferimento.
il pezzo sul quel blog, alla fine, è una evidentissima voglia di difendere e sostenere il cognome di famiglia, ed ecco il conflitto di interesse.
Non avevo alcuna intenzione di entrare in questa polemica estiva ed in quanto tale inutile, ma una precisazione a questo punto è necessaria per evitare ulteriori equivoci: mia sorella (Moonbow) non lavora con la mia galleria, ha un suo lavoro che è del tutto autonomo. Chi pensa il contrario è in grave errore. Da parte mia esprimo la massima stima per Massimo Lauro e non potrei fare altrimenti, visto l’affetto che mi lega a lui e non ultimo, il fatto che ha sempre supportato il mio lavoro di gallerista. Circa quelle che sono state definite mie “pretese” espresse su facebook, non credo che chiedere che venisse riconosciuta anche la mia professionalità possa essere definita una pretesa. Si lavora duro per offrire ai collezionisti proposte di qualità ed avere ogni tanto delle soddisfazioni può far piacere. Se si poteva fare bene, altrimenti va bene lo stesso, continueremo a lavorare con la stessa determinazione.
Se quelli sono filippini, ma Godsill che è ? Un aspirante filippino ?
aò ma sti Lauro so’ parenti de o’commannante ?? Ma c’avete na coda de paglia mica da ridere ! Ma c’avete i sordi e potete fa’ i signori, ma a chiamà un italiano a curarve la mostra, che ve costava ? Che nun era abbastanza fico ?
Caro Annarumma, non dire le mezze verità, perché poi è facile contraddirti: tua sorella non lavora con te, ma lavora per te, visto che la comunicazione della tua galleria è “targata” Moonbow… senza contare che sul sito di Moonbow compaiono le recensioni delle tue mostre (e di quelle di Umberto Di Marino, altro gallerista che si appoggia a Moonbow), mentre altri spazi – vedi Mimmo Scognamiglio, Trisorio, Changing Role, tanto per dirne qualcuno – vengono ignorati.
Ma non preoccupatevi di trovare altri specchi su cui arrampicarvi per difendervi: ormai in questo paese d conflitto di interessi non importa più a nessuno e poi è giusto: “teniamo famiglia”
Probabilmente…
Cara Gioconda
Intervengo solo per correggere due errate affermazioni:
1) La comunicazione della mia galleria è targata Carla Rossetti che è il nome della mia brava assistente che mi scrive quasi la totalità dei comunicati. Su oltre 40 mostre che ho organizzato finora solo una e sottolineo una, ha avuto il contributo di Moonbow (prego verificare).
2) Sul blog Moonbow hanno recensioni anche altri colleghi come la galleria Fonti, la T293, Artiaco, Raucci e Santamaria, Lia Rumma e le fondazioni Morra e Morra Greco oltre spazi pubblici come il Madre ed il Pan e nessuno di questi risulta aver mai avuto la comucazione gestita da Moonbow, e allora ? come la mettiamo ?
Come si dice: “contro i fatti non valgono gli argomenti” soprattutto quando questi si dimostrano essere il frutto di colpi di sole estivi.
Detto questo, vi informo che non è mia intenzione ritornare ancora sull’argomento nel quale putroppo, sono stato trascinato mio malgrado.
comunque, scrivere una “recensione” (ma moonbow cos’è? la daldanise e la annarumma cosa fanno? la loro personalità professionale è davvero qualcosa di molto vago…) al proprio fratello e all’attività di famiglia è davvero poco professionale e poco serio.
buona estate a tutti!
cara Claudia,
Moonbow gestisce un blog anche con discreto successo (lo testimonia il livore con cui ti scagli contro) e credo che essendo un blog scelga di parlare liberamente di quello che gradisce…
Essere delatori è uno sport molto diffuso in Italia, scagliarsi contro le persone soprattutto se dicono la loro firmandosi con nome e cognome..facile celarsi dietro il parere altrui e non esprime alcun autonomo concetto limitandosi all’attacco
Il sano dibattito (che se conoscessi la famiglia Lauro sapresti quanto loro lo apprezzino) è una chimera.. e poi mi sa proprio che non sai cosa significa conflitto d’interessi…
mancava giusto “l’amore vince sempre sull’odio e sull’invidia”… Moonbow gestirà pure un blog di dicreto successo (come si quantifichi questo successo non è dato sapere, visto che il riscontro interlocutorio da parte dei lettori è scarso), ma il ritornello “il blog è mio e lo gestisco io” sarebbe accettabile se il suddetto blog non avesse l’intenzione di tastare il polso della situazione napoletana… fare informazione o critica d’arte a 360° non vuol dire certo scegliersi cinque/sei gallerie amiche o di tendenza e limitarsi a quelle. tanto lo sanno pure gli scogli di mergellina che a Napoli ci sono le “cordate” di galleristi e collezionisti.
inoltre molti interventi sono – come dire? – troppo “morbidi”, ambigui, compiacenti, nascosti sotto il “non vogliamo far polemiche, per carità, non è il nostro stile” eccetera. un esempio? l’intervista a Mario Codognato, personaggio misteriosamente venuto fuori dal nulla ma, secondo Moonbow, dall’esperienza “internazionale” (di cui non c’è però traccia su alcun motore di ricerca).
in quanto ad Annarumma Francesco, come dice Totò in “Miseria e nobiltà”: “Ma lo vedi che era meglio se stavi zitto?”