20 luglio 2010

Firmato il protocollo, via alla Grande Brera. Ma gli studenti non ci stanno…

 

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Con la firma del protocollo d’intesa “Per la Conservazione e la Valorizzazione del Patrimonio culturale della città di Milano”, prende concretamente il via il progetto della Grande Brera, che prevede l’espansione della Pinacoteca e l’ampliamento dell’Accademia di belle arti con la creazione di un secondo polo presso l’ex caserma di Via Mascheroni.
Un progetto in piedi da tempo, ma che ora, che si è arrivati al dunque, trova la ferma opposizione degli studenti dell’Accademia. Una “vergognosa operazione che vede un prestigioso istituto confinato in un luogo non suo al fine di museificare il complesso teresiano”, si legge in un comunicato firmato Silvia De Rosa, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione.
I 20mila mq destinati alla nuova sede sarebbero in realtà divisi in due lotti, dati in tempistiche differenti distanziate da circa 5 anni a partire dal 2011 – si legge ancora nel documento -. I fondi stanziati per la Grande Brera, circa 84 milioni di euro, non sarebbero sufficienti a completare l’intera operazione che comprende il restauro di Palazzo Brera, Palazzo Citterio e degli edifici della caserma. […] In ultimo, il progetto ideato riguarda esclusivamente l’ampliamento della Pinacoteca di Brera e non la nuova sede dell’Accademia, per la quale non è stato fatto alcun bando e pertanto è difficile ipotizzarne i costi e la realizzazione”.
Preoccupazioni fondate? Forse in parte, se non fosse che le istanze studentesche sono del tutto prive di proposte alternative, tanto da apparire gattopardesche testimonianze di una “paura di cambiare” fine a se stessa…

link correlati
www.accademiadibrera.milano.it

[exibart]

4 Commenti

  1. L’accademia di Brera è un covo di mafiosi. Chiunque ha a che fare con quel posto può rendersene conto. C’è molta ostentazione di impunità e giochi di potere. I professori sono degli incompetenti, gli studenti non sono finanziati correttamente per produrre le loro opere, gli spazi espositivi vengono solo utilizzati per esporre la “robetta” dei professori.
    Non c’è da stupirsi du questo progetto apparentemente afinalistico e poco chiaro, all’italiana insomma. I fondi non saranno sufficienti,allora se ne chiederanno altri, chissà chi potrà godere degli appalti, i lavori dureranno decenni, solite storie…

  2. Frequentando la Biblioteca di Brera ho subito per anni sporcizia e volgarità prodotte da studenti che si credono geni solo perché si sentono alternativi (a che cosa, poi, se sono tutti uguali ai loro [datati e non storicamente conosciuti] modelli?). Finalmente, se li spostano, non dovremo più vergognarci di fronte ai visitatori che trovano lattine sui gessi, scritte cretine sui muri, etc. Vedremo in che condizione sarà la nuova Accademia poco tempo la sua inaugurazione!

  3. proposte…quando si fa una critica si spera di poterla sempre spegnere accusando la mancanza di proposte. Peccato che in realtà alla controparte, che sia l’opposizione politica o quella studentesca come in questo caso, non venga mai data la possibilità pratica di “proporre”…il coltello dalla parte del manico ce l’ha sempre l’istituzione. Cosa serve far proposte, quando tutto ciò che è stato richiesto in questi anni è sempre stato ignorato??la sede staccata dell’accademia è in un itc in prestito “temporaneo” da almeno dieci anni.Gli studenti entrano dal retro, dall’usctia di emergenza, ingabbiati (letteralmente) da una passatoia ritagliata nel cortile della scuota padrona di casa. è proibito addirittura spostarsi da un piano all’altro usando le scale centrali. E scusate se non sopporto che la più importante accademia d’Italia distrugga la sua immagine verso ogni studente straniero in erasmus, attirato da un mito spento da anni. Milano spera di colmare le continue critiche sulla mancanza di un museo di arte contemporanea ingrandendo la pinacoteca e spostando i fastidiosi studenti nell’ex caserma. Viene da chiedersi se l’accademia continuerà a chiamarsi così. Se la priorità fosse data alla sistemazione degli studenti in mascheroni,alla ristrutturazione dell’insegnamento, e solo dopo all’ingrandimento della pinacoteca (che chiunque sia passato avrà comunque notato essere in condizioni ben più accettabili di quelle dell’accademia)io personalmente sarei daccordo. Ma l’interesse è rivolto totalmente all’expo,e quindi a cosa proporre ai turisti, invece che alla scuola, e questo dovrebbe fare accendere un campanello di allarme a chiunque vuole che l’accademia di Brera (e tutto il sistema accademico nazionale)riesca a risorgere come simbolo di prestigio, e non che si sposti tutta l’alta formazione artistica su naba, ied, iulm e istituti affini,che sarebbero le uniche a guadagnare dal declino dell’istruzione statale.

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