28 luglio 2010

Tutti in campo contro i tagli alla cultura. A promettere battaglia Federculture e Comune di Roma…

 

di

Umberto CroppiUna grande mobilitazione nazionale del settore della cultura per settembre, con la presentazione di un libro bianco – realizzato in collaborazione con l’Anci – dedicato ai risvolti della nuova situazione ed alla penalizzazione del settore, con proiezioni su casi specifici.
Questo attenderà le attività di tutela, promozione e produzione della cultura al ritorno dalle ferie, secondo quanto emerso nel corso della conferenza stampa tenutasi a Roma presso gli uffici di Federculture e dedicata ai tagli al settore contenuti nella manovra economica su cui si voterà la fiducia in questi giorni. Presenti tra gli altri il Presidente Federculture Roberto Grossi e l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma Umberto Croppi, che hanno approfondito le conseguenze, non solo economiche, della manovra nel nostro Paese e le ricadute di alcune specifiche norme rispetto alla capacità d’intervento nel settore culturale delle amministrazioni locali e delle aziende di servizio pubblico.
Finirà che alla Pelanda si faranno tornei di poker, e magari alle Scuderie del Quirinale gare di calcio balilla”, ha ironizzato paradossalmente Grossi, riferendosi in particolare al divieto di spendere per mostre, pubbliche relazioni e rappresentanza più del 20 per cento delle cifre impiegate nel 2009. Più concreto Croppi, che – conti alla mano – ha prefigurato una situazione di totale blocco delle attività per strutture come Palazzo Venezia, il Macro, il Maxxi, il Chiostro del Bramante, il Vittoriano, in un momento che al contrario potrebbe incoraggiare agli investimenti sul settore culturale, con esempi come la grande mostra di Caravaggio che ha incassato sei milioni di euro generando un indotto per la città stimato in oltre 30 milioni.
Tagli miopi ed indiscriminati, insomma, quelli proposti da Tremonti, da qualunque parte li si guardi. Così fuori da ogni logica da sembrar fatti apposta per essere stralciati. Speriamo di non sbagliarci…

[exibart]

3 Commenti

  1. I tagli alla cultura sono un gran bene per l’arte. Infine si capirà chi vale, merita e chi no. è troppo facile ricordare Caravaggio quando fa comodo, e tutti i soldi sputtanati per gli amichetti?
    Senza denaro pubblico speso in modo sconsiderato, i soldi e l’affluenza del vero pubblico tornerà ad avere la sua giusta importanza.

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