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Sarà la trentacinquenne videoartista Ayako Tabata – nota all’artworld con lo pseudonimo Tabaimo – a rappresentare il Giappone alla 54a Biennale Arti Visive di Venezia, in programma nel 2011. A selezionarla il Commissario Yuka Uematsu, curatrice presso il National Museum of Art di Osaka.
Tabaimo, nota per le sue animazioni realizzate a mano e ispirate all’estetica dell’ukiyo-e, del manga e degli anime, ha anticipato che il suo progetto per il padiglione affronterà le contraddizioni fra il tradizionalismo giapponese e le crescenti tendenze della globalizzazione.
Nel 1999, l’artista è stata premiata con il prestigioso Kirin Contemporary Award per la sua tesi prelaurea, Japanese Kitchen, e nel 2001 è stata la più giovane artista invitata a partecipare alla Triennale di Yokohama. Ha preso parte nel 2002 alla São Paulo Biennale, nel 2006 alla Biennale di Sydney, nel 2007 alla Biennale di Venezia.
[exibart]












Come sempre mi domando ma questo tipo di animazione, alquanto mediocre se confrontata col mondo attuale della produzione giapponese (vedi mostra al Grimaldi Forum di Montecarlo), è apprezzata perché proposta dal circuito dell’arte o lo sarebbe comunque al di fuori di questa riserva protetta?