31 agosto 2010

Il gioco prediletto dell’agosto romano? La caccia all’Invaders…

 

di

75706
Magari prima o poi capiterà di incontrare delle vere e proprie squadre organizzate, sulla falsariga dei famosi ghostbusters cinematografici. Solo che stavolta nel mirino ci saranno altri omini, quelli effigiati in giro per la città da Space Invader, uno dei più famosi street artist al mondo.Sì, perché il gioco più in voga dell’estate romana sembra sia proprio questo: la corsa a scoprire
negli angoli più nascosti della Capitale gli interventi dell’artista, nell’ambito del progetto Living Layers che a ottobre porterà a una mostra promossa dall’Associazione Wunderkammern con il Macro e il Municipio Roma 6.
Ora c’è addirittura qualcuno – una blogger – che ha deciso di mettere gli Invaders su una mappa, invitando tutti a segnalarli. Ogni opera – anche quelle scomparse, rubate ecc… – è inserita in Google Maps e fotografata, così da tenere conto di come sta procedendo l’invasione…

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6 Commenti

  1. finalmente ho capito cosa sono quei mostricciattoli sparsi per la città! li avevo notati, ma non sapevo che facevano parte di un progetto artistico. Però non sono riuscita a capire come sono realizzati? Pur non condividendo l’operazione (un altro graffitaro imbrattatore di muri), rimane la “simpatia” per il mostriciattolo e la fascinazione per un “disegno” pulito e poco invadente.

  2. Daniela scrive: “rimane la ‘simpatia’ per il mostriciattolo e la fascinazione per un ‘disegno’ pulito e poco invadente”.
    POCO INVADENTE?! Ahahah fantastico; povero Space Invaders, come voler provocare un effetto e ottenere esattamente l’opposto!
    Cara Daniela, i casi sono due: o ci fai o ci sei; io spero tanto nel secondo caso, che la beata ingenuità del tuo commento potrebbe farlo entrare di diritto nella top-ten delle stroncature critiche del ventunesimo secolo 🙂
    Con affetto.

  3. cara emmevu, forse sono entrambe (ci faccio e cis sono), ma sicuramente non certo da te può venire un monito di bon ton, dal momento che neanche mi conosci e ti prendi la confidenza di poter tentare delle conclusioni sul mio profilo. “poco invadenti” è riferito al fatto che a roma, purtroppo, i graffitari hanno devastato con sfregi (sono rarissimi i graffiti di un certo interesse) praticamente tutte le facciate dei nostri palazzi e così, vedere sui muri un disegno pulito, di piccole dimensioni, poco visibile se non all’occhio attento e alla sua ricerca, è sicuramente un’operazione di rispetto. tu sei romano? se sì, allora dovresti aver ben chiara la situazione, tanto che hanno dovuto costituire un servizio che si dedica esclusivamente alla rimozione delle scritte: ti sembra trascurabile? se non sei romano, allora non puoi capire e così, mi permetto, di farti un giro per le nostre vie. Il direttore di questa rivista, infatti, da qualche tempo ha infatti lanciato una campagna dedicata ai cartelloni abusivi che a volte getta uno sguardo anche ai graffiti: se hai tempo e vuoi conoscere qualcosa di più, vedi le foto che ha fatto e così, forse, riesci a capire cosa intendo per “poco invadenti”. dimenticavo: buonagiornata.

  4. caro lucar, il mio E’ un complimento (dell’operazione e della sua realizzazione che trovo entrambi interessanti, anche se discutibili circa la portata artistica, ma questo è un altro discorso) e mi dispiace che tu abbia la malizia di pensare il contrario.

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