30 agosto 2010

Da Venezia: la voce della laguna catturata da Isola e Norzi…

 

di

75783
A Ballad of the Flooded Museum
è il titolo della personale appena inaugurata dalla premiata coppia di artisti Hilario Isola e Matteo Norzi a Palazzo Tito per gli spazi della Fondazione Bevilacqua La Masa. Creata per l’acquario di New York, la mostra celebra l’acqua e uno dei suoi massimi architetti, Jacques Cousteau, che nel 1963 visse con altri cinque sommozzatori per un mese a 15 metri di profondità dentro un modulo da lui progettato, dimostrando che a volte l’utopia si palesa come il baluginio di un lampo, per poi scomparire nella storia.
Tra sculture d’acqua, acquerelli su spugne, conchiglie abitazioni, una fotografia omaggio al Grande vetro di Duchamp (nella foto) e alcuni video, spicca il lavoro site specific che vede protagonista le acque opache e sorde della laguna, che per il tempo della mostra potranno parlare grazie all’installazione sonora realizzata immergendo un idrofono nel rio che porta a San Barnaba e collegandolo ad un paio di cuffie poste nella sala espositiva.
Il mormorio della laguna diventa così una voce che evoca l’altra metà di Venezia, esponendo il battito del suo cuore liquido, la voce della sua anima crepuscolare, incantatrice e stagnante. Un volto mascherato capace di ispirare le più idee più macabre, come dimostra una “guida alternativa” alla città: Morte a Venezia di Thomas Mann…  (nicola davide angerame)

[exibart]

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