21 settembre 2010

Cinque giorni all’alba: la deadline del Museo Madre, o della commedia napoletana…

 

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76242

Cinque giorni all’alba. Anzi quattro, visto che il timbro postale reca la data del 20 settembre. Timbro postale? Sì, quello dell’ingiunzione che Enel Energia ha inviato al napoletano Museo Madre – qui sopra l’intestazione della lettera -, e che concede al museo 5 giorni di tempo per provvedere al pagamento delle utenze arretrate, pena il distacco della fornitura elettrica. E conseguente, inevitabile, chiusura.

Eccolo, l’ultimo step della Madre-novela: brandito quasi come un’arma, evocato nelle sollecitazioni di finanziamenti alla Regione, e ora giunto in porto. Se non si paga, si chiude. “Ma la Fondazione Donnaregina, com’è noto, non ha più la possibilità di far fronte ad alcun pagamento, tant’è che i suoi stessi impiegati sono senza stipendio dal mese d’agosto”, precisano da Via Settembrini. E giù a ricostruire tutte le vicende – già note anche ai lettori di Exibart – di “fondi spettanti”, lettere indirizzate a questo e a quel politico, “giovani e qualificati dipendenti che perderanno l’impiego”: un allarme serio, che ora ha anche una scadenza precisa. Senza entrare nel merito, ci limitiamo a ricordare che in tanti hanno notato – senza ricevere risposte convincenti – che il Madre è destinatario di contributi di gran lunga superiori a tanti altri musei di livello paragonabile (si parla di 20 milioni di euro annui), e non si capisce come si sia potuto ridurre a non avere neanche i soldi per pagare l’elettricità…

Staremo a vedere, siamo pur sempre in Italia, il Paese dove non si chiude mai niente, e speriamo non si cominci da un museo: si chiederà all’Enel l’ennesima proroga, o alle banche un ulteriore affidamento bancario. E le domande resteranno senza risposta… (marianna agliottone)


2 Commenti

  1. I poveri mortali se non pagano la luce dopo pochi giorni li lasciano al buio, giusto che anche il MADRE rimanga al buio così risparmiamo un po’ di soldi con gli sprechi miliardari che sono stati fatti nelle mostre a napoli (sentii un commento a piazza plebiscito nel 2003 alla mostra di Rebecca Horn che aveva messo le “capuzzelle” di bronzo per terra: “Si sò magnati dui milione e miezo pe’ quatt’ cap’e muorte e nui ce murimme ‘e famme veramente!”).
    L’alternativa è che Cycelyn (doppia ypslon) metta mano al suo portafoglio…Lo conosco come giornalista dai tempi del Mattino inizi anni ’80, poi si è messo a fare un altro mestiere dimostrando le sue…in-capacità. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso!!!

  2. Meglio cosi!!! per quello che è costato, e per quello che ha dato a questa città.
    L’Arte continuerà a vivere, nelle persone che l’amano,e combattono ogni giorno contro tutti gli abusi, i furti,e gli imbrogli.

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