29 settembre 2010

RSQ-Rassegna Stampa Quotidiana: grafic novel, Gillo Dorfles, Piranesi, Delvaux

 

di

Alberto Arbasino
Meglio tardi che mai. Ci ha messo quarant’anni, ma finalmente Ah Pook is here, prototipo delle grafic novel e primo esperimento in questo senso uscirà nelle librerie la prossima estate. Testi di William Burroughs e tavole di Malcolm McNeill; la notizia esce su L’Unità, che ci ingolosisce così: “le illustrazioni di Malcolm McNeill sono una fantastica sequenza visionaria […]. In tutte, comunque, nel montaggio orizzontale come fosse una pellicola che scorre, nelle osmosi grafiche tra colore e bianco e nero, nella giustapposizione di parti schizzate e rifinite, di positivi e negativi c’è una singolare eco della tecnica del ‘cut up’ di Burroughs”.

Nessuna eco futurista nel tratteggiare il ritratto dell’istituzione museo – in senso lato – da parte di Nelson Goodman, con l’anticipazione che il Manifesto pubblica della raccolta di saggi Arte in teoria, arte in azione, di prossima edizione. Un intervento che entra nell’annosa questione sul museo morto o moribondo, sul management della cultura, sull’arte come prodotto dell’intrattenimento in competizione con sport, musica, shopping al centro commerciale. Per Goodman il paziente è grave ma stabile: “il nostro compito è trovare altri mezzi per estendere l’influenza del museo oltre le pareti dell’edificio, in ambienti più comuni, come le case e i luoghi di lavoro”. Il successo del museo passa allora anche da piccole azioni: la valorizzazione dei bookshop come momenti di interfaccia culturale e non solo economica, il potenziamento di eventi integrativi – conferenze, incontri, dibattiti – ma anche la “demilitarizzazione del eprsonale di guardia”. Auguri.

La devozione per il pensatore e il rispetto per l’uomo fanno di Gillo Dorfles una specie di oracolo vivente. Su Libero si recensisce l’ultima intervista raccolta da Lorenzo Michelli, di prossima uscita per i tipi di Comunicarte: “i bambini hanno una comprensione spontanea per l’arte contemporanea […]. Per capire l’arte non basta aver studiato gli impressionisti al liceo, e non ha senso costringere i ragazzini delle medie a visitare tutto un museo. Al massimo li si dovrebbe portare vedere un paio di quadri alla volta”.

Raffinate provocazioni quelle di Alberto Arbasino su La Repubblica: dalla memoria del Piranesi alla Biennale di Architettura il passo è breve, suggerito anche dalla mostra che al Cavalier dedicano in questi giorni in laguna: “ora si diffonde la figura professionale del ‘paziente’. Nel caso della progettazione architettonica sarà tale un utilizzatore finale e passivo?”.

Se Dalì a Milano non vi basta, Il Giornale informa della mostra sul tema del sogno – gradito ospite Delvaux – che Luca Beatrice ha allestito a Perugia. Sul Corriere si apre il toto-Bronzino, con tentativo di polemichetta sull’esclusione del ritratto di Cosimo de’ Medici, oggi a palazzo Ruspoli. (selezione a cura di francesco sala)

[exibart]

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