03 ottobre 2010

Chiude DNA Italia, primi bilanci in verde per il salone delle tecniche applicate al Patrimonio Culturale

 

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La cultura, oltre ad essere uno strumento indispensabile di educazione permanente per tutti i suoi cittadini, è anche un modo per produrre nuova ricchezza e per trasmettere segnali positivi di una comunità a livello internazionale”.
Queste parole di Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura della Città di Torino, riassumono efficacemente il ruolo di DNA Italia, il salone delle tecniche applicabili al Patrimonio Culturale che dopo tre giorni di eventi al Lingotto di Torino trae i suoi primi bilanci. Che oltre alla valenza sociologica sottolineata da Alfieri, hanno visto importanti successi o livello operativo: con gli Addetti Commerciali, Economici e Culturali delle Ambasciate Estere di 25 paesi del mondo – tra cui Iran, Messico, Canada, Perù, Germania, Repubblica Ceca, Belgio -, che hanno potuto incontrare – giusto per fare un esempio – le aziende dell’eccellenza italiana per sviluppare nuove opportunità di lavoro, progettando servizi e programmi speciali per la promozione del nostro sistema produttivo all’estero.
Bilanci positivi anche a livello scientifico e tecnologico, con innovativi focus su diverse tematiche, dalle puliture manuali al laser per la rimozione dei segni del tempo, dalle resine naturali alle tecnologie di video webmeeting, dai restauri reali a quelli virtuali. E ancora le nuove applicazioni tecnologiche per la fruizione museale, le piattaforme interattive e il web 2.0 come risorsa per la promozione culturale ad un pubblico nuovo, le nanotecnologie per i beni artistici e l’archiviazione delle collezioni multimediali.

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www.dnaitalia.eu

[exibart]

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