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“Che cosa ritrae un ritratto? Il modello o l’artista che lo ritrae?”. Domanda da dieci milioni di dollari quella che Umberto Galimberti lancia su La Repubblica in apertura del maxi servizio che racconta Da Canova a Modigliani. Il volto dell’ottocento, in mostra a Palazzo Zabarella (Padova) fino a fine febbraio. Scorrendo le pagine troviamo un interessante reportage su arte e danari: quanto è lecito coprire i monumenti in restauro con cartelloni pubblicitari? Alla fine del giro di autorevoli voci il senso sta un po’ nel banalotto ma efficace est modus in rebus.
Tobia e la moglie: un menage a trois con Rembrandt che dura da oltre quattro secoli, ma che scopriamo solo oggi in una manchette su Il Giornale. L’opera, conservata nei magazzini del Museo Boijmans di Rotterdam e finora orfana di padre, viene prodigiosamente attribuita al maestro olandese grazie all’analisi comparativa con una serie di incisioni coeve. Proposta di datazione: post 1659.
Su Libero si proclama la ricetta Bondi per salvare Pompei: ennesimo ricorso ad una Fondazione di partecipazione, storico salvagente gestionale per istituzioni in crisi. Mentre il deputato Pdl Giovanna Petrenga tenta la polemica: all’appello mancherebbero 40 milioni di euro, o meglio… ci sarebbero, derivati da stanziamenti statali, ma non sarebbero mai stati spesi. Spesi invece, si dice, 20 milioni per il rifacimento degli uffici dell’ormai ex-sovrintendente Guzzo.
Su Il Sole 24 Ore Ada Masoero pone le sue 5 domande a… Tullio Pericoli, in occasione della mostra di 50 pezzi recenti che inaugura domani a Villa Necchi Campiglio (meraviglia tutelata FAI nel cuore di Milano: merita una visita a prescindere). Non i consueti e celebrati ritratti, ma paesaggi, molti dei quali su tavola: “perché i segni graffiati con cui incido le superfici risultano così più secchi, più efficaci”. (selezione a cura di francesco sala)
[exibart]











