08 ottobre 2010

RSQ-Rassegna Stampa Quotidiana: censura, Wim Wenders, Edgar Vallora, Keith Haring

 

di

Wim Wenders
Pruderie su Il Manifesto, con la polemica innescata a Parigi dalla scelta dell’amministrazione della città di vietare ai minori di 18 anni Kiss the past hello, quasi cinquant’anni di scatti di Larry Clark, tacciati di scandalo e morbosità per l’insistenza sui temi erotici e la giovane età dei soggetti ritratti. “C’è un attacco contro la gioventù, contro gli adolescenti, queste foto sono per loro […] Probabilmente sarebbe stato meglio proibirla ai maggiori di 18 anni” provoca Clark. Insomma: anche Parigi ha la sua Cattelaneide? O la sua querelle Franko B.: sul dorso Lombardia del Corriere si svelano limitazioni e menate sulla mostra che il body-artist è pronto ad inaugurare al PAC di Milano. Pare che nel disimballaggio delle opere gli abbiano persino tagliuzzato delle tele. E pare l’abbia presa con filosofia: in fin dei conti, nel caso suo, taglio più o taglio meno…

Guardando Il cielo sopra Berlino si percepisce una capacità di lettura dello spazio urbano che esce dai confini propri della cinematografia. Nell’intervista esclusiva proposta su la Repubblica Wim Wenders svela la propria inclinazione per l’architettura degli spazi. “Ho scoperto l’architettura tramite l’incredibile impresa di Oscar Niemeyer [Brasilia, n.d.r.]” svela Wenders, citando incontri illuminanti con il lavoro di Richard Neutra, gite in bicicletta nei luoghi di LeCorbusier, chiacchierate con Tadao Ando e Gelm Marcutt.

Artisti che guardano all’architettura e architetti che guardano all’arte. Non fa cinema Edgar Vallora, ma con lo pseudonimo di Pieter von Balthasar si da al calembour artistico: sulle pagine milanesi de Il Giornale si annuncia l’apertura, questa sera, del minuscolo atelier – poco più di 20 metri quadrata – in via Marsala. All’interno una collezione dal titolo Santi modesti, nove ritratti che beatificano l’immagine del losers, passando dal clochard stremato dal freddo fino al paggio di corte Gelsomino, un Rigoletto un po’ freak.

Sul Corriere della Sera si presenta la mostra pisana di Joan Mirò con una doppia pagina ricca e colorita (e colorata). E si coglie l’occasione per ricordare che sotto la torre pendente c’è da più di vent’anni il murale di Keith Haring, attorno al quale la città starebbe ridisegnando la propria mappa dei luoghi di interesse. Già aperto un locale trendy, si lavora per mettere a posto la vicina piazza Vittorio Emanuele: “l’agorà sarà ridisegnata e ispirata a quei coloratissimi 180 metri quadrati di murale”. (selezione a cura di francesco sala)

[exibart]

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