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Design activism. È questa la chiara mission che FFF – che sta per Firenze Fast Forward – si è data fin dalla sua costituzione. Da conseguire attraverso la creazione di “spazi di condivisione civica”. Come l’ex carcere delle Murate, scelto già in giugno per il ciclo di performance grafico musicali Aperto alle Murate, con artisti visivi che da anni portano avanti, ognuno secondo proprie modalità originali, una ricerca e una sperimentazione nel campo dell’illustrazione, dell’immagine, del fumetto, del writing.
Ora la location, sempre più centrale nella geopolitica creativa fiorentina, ospita – in occasione del Festival della Creatività – il progetto Più. Design per il cambiamento, il primo esperimento di Realtà Visiva Aumentata, con un folto gruppo di graphic designer internazionali chiamati a costruire un’esperienza comunicativa sul tema della libertà di espressione. Su due dimensioni parallele: da una parte una serie di poster 6×3 affissi quotidianamente, e dall’altra un’applicazione di Augmented Reality “che avvolgerà, con i propri contenuti di approfondimento, il progetto grafico di ciascun autore”. Requisito? Arrivare armati di iPhone 3GS e 4G o di smartphone Android.
Protagonisti: dagli italiani Armando Milani, Andrea Rauch, Gianni Sinni, a Majid Abbasi (Iran), Jonathan Barnbrook (Gran Bretagna), De Designpolitie (Olanda), Inkahoots (Australia), Yossi Lemel (Israele), Alain Le Quernec (Francia), Rico Lins (Brasile), Chaz Maviyane-Davies (Zimbabwe), Un Mundo Feliz (Spagna), Via Grafik (Germania).
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FFF è già l’acronimo del future film festival. sorry.