22 ottobre 2010

TartanTorino, alla GAM nuova tappa del progetto Be Square! di Antonio Riello

 

di

Il personale della GAM con la divisa
Nel 2007 la Kunsthalle di Vienna, nel gennaio 2009 il Baltic Art Center di Gateshead/Newcastle. E ora la GAM di Torino, l’unica realtà museale italiana a partecipare a Be Square!, progetto itinerante dell’artista Antonio Riello che prevede la futura partecipazione di altri musei di rilevanza internazionale.
Oggetto? Le divise. O gli abiti indossati dal personale di sala e degli uffici, dal direttore del museo e dalla presidente. In occasione dell’inaugurazione delle nuove mostre autunnali, Riello ha realizzato una divisa che indaga e celebra l’identità collettiva utilizzando una stoffa appositamente disegnata.
Si chiama TartanTorino, e utilizza i colori delle due squadre di calcio della città – il rosso granata, il bianco ed il nero – e i colori dello stemma della città – l’azzurro e il giallo oro -, nonché una piccolissima quantità di verde – rimando al tricolore – “per ricordare indirettamente il ruolo di Torino nel processo di unità nazionale ma anche rimando alla numerosa comunità islamica che costituisce una importante componente etnica dell’identità torinese contemporanea”.
Elemento fondamentale di tutto il progetto è infatti l’ideazione e la realizzazione di volta in volta di uno specifico Tartan, il classico pattern scozzese sinonimo di una precisa appartenenza. Il personale della GAM continuerà ad indossare la divisa per tutti i mesi di novembre e dicembre 2010.

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Il fascino della divisa – Wien, Kunsthalle


Presentazione: sabato 23 ottobre 2010 – ore 18
Via Magenta 31 – Torino
www.antonioriello.com

[exibart]

3 Commenti

  1. Parte del merito di questo progetto va dato a Gianluca Marziani che presentò la cosa anni fa a Danilo Eccher, quando l’attuale direttore della GAM dirigeva il MACRO… Ricordo questo episodio poiché me ne parlò lo stesso Riello durante un opening nelle sale del museo di via Reggio Emilia.

  2. Immaginavo una cosa del genere, in effetti Eccher tra i direttori del “sistema” è quello un po’ più aperto comunque anche con lui i torinesi non toccano biglia alla GAM e sono più di tredici anni ormai

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