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Prime impressioni da un rapido giro fra i corridoi della Fiac, fiera aperta a Parigi fino al 24 ottobre. E prime conferme delle intenzioni della direttrice Jennifer Flay, decisa a riportare la rassegna agli splendori degli anni Ottanta (quando, per la verità, la concorrenza era molto minore…). Conferme date quantomeno dal fermento, dall’interesse che si percepisce verso la fiera.
Interesse che si concentra in primis sullo stand Gagosian, “eroe” parigino alla sua prima presenza fresco dell’inaugurazione della sua galleria francese, che qui porta una selezione di opere che hanno per soggetto le donne, tra cui quelle di Giacometti e di Roy Lichtenstein. Elegante lo stand della Galleria Continua, con opere di Pistoletto, Mona Hatoum e Pascale Marthine Tayou, bella la personale di Yayoi Kusama presso la galleria londinese Victoria Miro, mentre Alighiero Boetti svetta da Barbara Gladstone di New York. Tra le mostre tematiche la parigina Jeanne Bucher/Jaeger-Bucher propone un omaggio a Mark Tobey in occasione del 120esimo anniversario della nascita, mentre da Kewenig (Colonia), oltre a Christian Boltanski, bella presenza dell’Arte Povera con Jannis Kounellis, Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo e Mario Merz.
Periodici assembramenti presso la galleria newyorkese Mitchell-Innes & Nash, dove ad ore alterne si può assistere alla performace Cusp (kafka version) di William Pope.L, artista multidisciplinare che crea opere in cui confronta potere, classi sociali, sesso e razza. (livia de leoni)
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www.fiac.com
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