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Forse la crisi non è passata del tutto, ma sembra essere tornata la bonaccia, in base alle rilevazioni alle aste internazionali e le opinioni dei galleristi. Questo l’esito di uno studio presentato in occasione del convegno IVA e Diritto di seguito: altre zavorre per il Mercato dell’Arte italiano? organizzato a Milano presso l’università IULM.
L’analisi congiunta del CeStArt (centro studi economici e giuridici sull’arte di Iulm) e Banca Monte dei Paschi di Siena sulle compravendite di beni artistici ha visto nei primi mesi del 2010 ottime performance delle opere antiche (oltre il 30%), con sostanziale tenuta di quelle del Novecento. Il volume degli scambi è però fortemente diminuito proprio per i lavori antichi nel quinquennio 2005-2010, mentre i prezzi hanno tenuto. Il moderno e contemporaneo ha invece sofferto di più sia la crisi sia la bolla speculativa dei prezzi degli anni precedenti.
Messa male l’Italia, dove l’applicazione del diritto di seguito svantaggia i proprietari delle opere di minor valore e il regime di tassazione sulle opere risulta penalizzante rispetto ad altri stati. (daniele capra)
[exibart]











