17 novembre 2010

Padrino: Christian Boltanski. Presentata a Milano l’ottava edizione del Premio Furla

 

di

Christian Boltanski
L’attesa era forte, ed in effetti decisamente motivata, con l’evento che non ha tradito le aspettative. A Milano si presentava l’ottava edizione del Premio Furla, che ha calato subito un asso in grado di sbaragliare la partita: Christian Boltanski, che sarà l’artista – padrino e l’ideatore dell’immagine grafica e del titolo, Pleur qui peut, rit qui veut. “Una sorta di ossimoro – spiega Chiara Bertola, curatrice del premio – che apre la strada ai finalisti per l’ideazione dei loro progetti”.
E chi sono i cinque artisti finalisti? Alis/Filliol – Andrea Respino e Davide Gennarino, nominati da Simone Menegoi e Marianne Lanavère; Francesco Arena, nominato da Vincenzo De Bellis e Philippe Pirotte; Rossella Biscotti, nominata da Cecilia Canziani e Vincent Honoré; Matteo Rubbi, nominato da Lorenzo Bruni e Carson Chan; Marinella Senatore, nominata da Alfredo Cramerotti ed Emily Pethick.
Una giuria internazionale composta dallo stesso Christian Boltanski, da Stefano Chiodi (storico e critico d’arte), Vit Havranek (curatore e project leader del team curatoriale tranzit.org), Jörg Heiser (co-editor di Frieze Magazine e guest professor all’Art University di Linz, Austria), Miguel Von Hafe Pérez (direttore del Centro Galego de Arte Contemporáneo di Santiago de Compostela, Spagna) sceglierà il vincitore, che sarà annunciato il 28 gennaio 2011 a Bologna.
Il vincitore sarà invitato a realizzare un’opera finanziata dalla Fondazione Furla e destinata alla fruizione pubblica attraverso la concessione in comodato al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. L’opera del progetto vincitore sarà presentata in anteprima presso la Fondazione Querini Stampalia a Venezia nel giugno 2011, in concomitanza con la 54. Biennale di Arti Visive.
Con questa ottava edizione che segna la chiusura del primo decennio del Premio Furla – ha detto Giovanna Furlanetto, Presidente della Fondazione Furla -, alla Fondazione Furla si affianca per il futuro la Fondazione Carisbo come partner istituzionale, che ha messo a disposizione per la mostra dei cinque artisti finalisti uno dei suoi spazi più prestigiosi, Palazzo Pepoli a Bologna, recentemente restaurato”.


20 Commenti

  1. Se fosse vero che un commento così cretino è stato censurato dalla redazione, beh, sarebbe davvero una bella notizia, anche se poi il nostro eroe (un altro che ha tanto tempo da perdere, invece di andare a lavorare) è riuscito comunque a farlo passare..

  2. un libro aperto. artisti che non superano le alpi e se lo fanno e` solo grazie a curatori italiani
    mai invitati da istituzioni straniere.
    e come mai non c`e` patrizio di massimo?
    strano!

  3. Non c’è Di Massimo perchè è nella scuderia T293, ultimo vincitore Tadiello, stessa scuderia , sarebbe sembrato strano o quantomeno il povero Di Massimo incolpevolmente penalizzato.
    ci sarà la Biscotti ( Brava, anche se troppi premi ) o Arena …

  4. @giacchetta
    beh anche il suo lavoro all’hangar bicocca in quanto a NULLA ASSOLUTO non scherzava, la realtà è che il paragone con pacciani non era campato in aria.

  5. Le mie più sincere congratulazioni a Marinella Senatore e un grosso in bocca al lupo.
    Purtroppo, i giochi sono fatti. O Guttuso o la cugina. Il resto è una finta

  6. A proposito dei tanti Premi in cui la Biscotti è stata onorificata o è in via di beatificazione, facendo una veloce indagine scopro che è stata esclusa dalla selezione ufficiale ultima del MOROSO AWARD.
    Forse si è autoesclusa perchè troppo poco glamour rispetto alla Strozzina e al Furla o qualcuno ha aperto gli occhi? Corre voce che lei partecipi solo dove ha la vittoria in pugno e molto probabilmente a Monfalcone non amano le combine o i trafficucci della Prometeo. Ai posteri l’ardua sentenza.

    Paolo

  7. – le combine o i trafficucci della Prometeo […]

    non ci ha lavorato pure enrico morsiani per la prometeo gallery?

    una personale nel 2006, intolata “link”, curata da santa nastro

    http://www.prometeogallery.com/it/exhibition/archive/enrico-morsiani-link/

    “La prima [fase] prevede l’installazione sulle pareti della project di 3 lavori in cera intitolati Link, da cui partono altrettanti fili ingrassati,che percorrono lo spazio della galleria fino alla porta d’ingresso, per poi uscire nei paraggi circostanti, con la precisa volontà di stabilire, con delle vere e proprie “esche”, un collegamento fisico tra mondo esterno e gli spazi interni della galleria. […]”

    però!

  8. Ma lasciate perdere prometeo e morsiani, non perdiamoci in divagazioni.
    Pensiamo alla banalitàeuniformitàdei votanti, di chi sceglie, sedotto da facili 8o difficili)intellettualismi, che sempre hanno un potere di seduzione.
    E comunque, non potendo andare alla cugina, questo premio andrà a Guttuso.
    Viva l’Italia.

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