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Oh my God! Non c’è in italiano un’espressione che riesca a tradurre adeguatamente quel misto di stupore, incredulità e disorientamento contenuto in questo “mioddio”, frequentissimo specie in bocca agli americani. Beh, davanti alla scena illustrata dal rendering qui sopra, non si può che gridare in coro: Oh my God!
Non è facile riconoscerlo, ma siamo a Milano, Piazza Cadorna: con il famoso Ago e Filo di Claes Oldenburg, o quantomeno quel che ne resta dopo questa eccessiva ed inopinata addobbatura. Sì, perché la Milano che si picca di essere ancora la città italiana di riferimento per l’arte contemporanea, che si appresta orgogliosa ad inaugurare il Museo del Novecento, fa in tempo a guadagnarsi anche il premio Cafonata dell’Anno.
Utilizzando l’opera – discussa quanto vi pare – di un grandissimo artista internazionale come “supporto” per un’inqualificabile operazione decorativa/natalizia, quel che è peggio promossa dal Comune di Milano nell’ambito del LED Festival…
[exibart]












Ma l’arte contemporanea non è anche provocazione? Le lucine non sono belle e forse inadeguate,ma è proprio il contrasto con l’opera originale(bella)che rende la provocazione ancora più forte e comunque raggiunge un obiettivo: quello di calamitare attenzione su una bella opera che valorizza anche la piazza e che i milanesi nemmeno se ne ricordavano fosse ancora lì.
Niente da fare invece per la valorizzazione dell’orribile stazione delle Nord.
non ho parole (cioè un paio me ne verrebbero… però è meglio tacere)