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“L’inesauribile carica vitale e la vorticosa curiosità che lo rendono un giovane tra i giovani, che ama le sfide, un grande mecenate dell’arte in Italia, ma anche a livello europeo e internazionale, capace di sviluppare progetti innovativi ed originali di formazione e comunicazione della scienza e di conoscenza della cultura artistica”.
Sono queste le motivazioni del conferimento a Marino Golinelli del Nettuno d’Oro, prestigioso riconoscimento che viene assegnato a chi onora la città di Bologna per meriti professionali e pubblici. E sono molti gli esempi dell’impegno e dell’attenzione di Golinelli, classe 1920, e della Fondazione che ne porta il nome, da anni orientati “a valorizzare arte e scienza in quanto linguaggi fondamentali per l’uomo contemporaneo e a contribuire affinché Bologna diventi sempre più capitale della cultura”.
Dal Life Learning Center, centro di formazione e didattica sulle scienze della vita che da circa 10 anni è punto di riferimento per docenti e insegnanti, alla manifestazione La Scienza in Piazza, che nel 2011 si chiamerà Arte e Scienza in Piazza e trasformerà il centro della città in un art+science centre, fino al progetto realizzato in collaborazione con il Comune di Bologna START – Laboratorio di Culture Creative, lo spazio espositivo interattivo che è stato recentemente inaugurato. (marianna agliottone)
Sala del Consiglio Comunale – Palazzo d’Accursio – Bologna
info@golinellifondazione.org
[exibart]












ma se si è venduto mezza colezzione poco tempo fa !?!?!?!!? altro che mecenate ma mi faccia il piacere
sembra un vecchietto arzillo, magari tra un po’ si suiciderà misteriosamente anche lui così vermeltroni potrà ricominciare a pubblicizzare l’eutanasia in tutta tranquillità. in ogni caso non ho mai capito chi si rivende le collezioni su cui ha speso tempo e dedizione per non dire anni di vita, a meno di giustificare il tutto con la mancanza di spazio che è sempre il problema principale .
Anche se la collezione (con una Z sola!)l’avesse venduta tutta sarebbero sacrosanti affari suoi. non vedo come la libera circolazione dell’arte nel libero mercato della stessa possa essere letta come qualcosa in contrasto con i benefici che l’attività di un collezionista porta agli artisti su cui investe e al pubblico a cui li mostra.
hai ragione è facile fare il mecenate, comprare a poco , aspettare e poi rivendere al doppio. Mecenate è un’altra cosa
SENZA ERRORE NON VI E’ FELITA’ CARI MIEI
Caro Thomas, è incredibile come ancora si possa pensare in questa maniera. A meno che un certo mecenatismo non sia dovuto a guadagni di cui si conosce con certezza l’illecita provenienza, ognuno ha ancora il diritto di fare ciò che vuole con i propri soldi. Tanto più quando favorisce la circolazione delle opere d’arte. Se, rivendendo ciò che comprò al momento opportuno (quando costava meno, ma non pensare che il guadagno sia stato così decuplicato per la collezione Golinelli) un collezionista ricava per investire poi in un progetto nuovo e importante a vantaggio della collettività, come si può ancora disprezzare un simile gesto per partito preso?
Invece di andare a vivere alle Bahamas fra ricchi premi e cotillons, Golinelli (che non devo difendere da niente e nessuno e che sempre è stato al centro della vita bolognese) decide di investire nella sua Città. Ce ne fossero di più, di casi come questo!
Consuelo hai ragione sole che collezionista è una cosa e MECENATE un’altra…. PER FAVORE
Non hanno premiato Golinelli per la sua attività di collezionista, ma per quella di promotore di eventi artistici legati alla ricerca e aperti al pubblico.
Quanto alla distinzione tra collezionista e mecenate, è così palese che non mi pare meriti l’apertura di un dibattito. In ogni caso: non vorremo mica privare un mecenate della possibilità di essere anche un collezionista?
Il Signor Golinelli, è sicuramente una persona che merita il massimo rispetto per tutto cio’ che ha fatto e continua ancora a fare per il bene comune.