Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
La premessa, scontata e quasi superflua, è che dati come questi non possono che essere indicativi, mancando specifiche su vari fattori – biglietti omaggio, opening su invito, giornalisti – che alla fine influenzano anche sostanzialmente il responso.
Però un trend emerge, ed è comunque utile contestualizzarlo: nello scorso weekend si inauguravano in contemporanea due grandi realtà come il Museo del Novecento a Milano ed il Macro a Roma, e ad oggi – praticamente cinque giorni di apertura al pubblico – il primo straccia il secondo quanto a visitatori: 41mila contro i circa 20mila della struttura di Odile Decq.
Sul Macro va indubbiamente tenuto presente che si trattava di un opening “dimezzato”, visto che la nuova ala era stata presentata in anteprima a maggio durante l’artweek romana richiamando oltre 12mila visitatori in 4 giorni. Per contro a favore del museo di Italo Rota giocava la novità, l’altissima aspettativa e la pressoché totale assenza di “concorrenza” omologa nel panorama cittadino, ma soprattutto la centralissima location in Piazza Duomo. Con un fattore che però va tenuto in conto: i cinque giorni di cui si parla sono esattamente quelli del ponte di Sant’Ambrogio, durante i quali i milanesi rimasti in città si contano sulla punta delle dita: che dato ci sarebbe stato senza questa coincidenza?
articoli correlati
ROSSO MACRO
MILANO, NOVECENTO
[exibart]












Vi state sbagliando. L’interminabile fila di questi giorni era composta quasi tutta da loro, i milanesi. Certo, non c’è dubbio che la posizione incida. Di fronte al Duomo, nel cuore pulsante della città. L’attesa e l’assenza di concorrenza hanno fatto il resto. Credo sia però ingenuo pensare che siano stati questi i fattori determinanti del successo di numeri. Il progetto è di straordinaria bellezza. Un dialogo serrato e armonioso tra architetture, che trova il suo apice nelle guglie del Duomo riflesse sulle vetrate dell’Arengario. Perse tra i riccioli luminosi dell’Ambiente spaziale di Lucio Fontana. Non sarà che a vincere su tutto sia stata, e sarà, la bellezza discreta delle forme? Un progetto autenticamente rispettoso del contesto urbano che lo circonda? Capace di esaltare non solo se stesso ma di mostrare ciò che contiene? Un museo è valido se genera cultura, curiosità, conoscenza, affezione. Il museo del Novecento ha queste potenzialità. Se non è solo fumo sarà il tempo a dimostrarlo! Con buona pace di macro e maxxi scommesse!
Sono stata ieri pomeriggio in visita al Museo. La rampa elicoidale di ingresso è bellissima e potente; la terrazza della sala Fontana, che si apre sulla piazza del Duomo, estremamente suggestiva. La collezione è molto interessante, anche se pressoché tutta incentrata sulle avanguardie milanesi.
Confermo che le sale erano piene, tanto di giovani quanto di anziani, italiani (la maggior parte) e stranieri (pochi ma entusiasti e diligenti).
A onor del vero occorre precisare che l’ingresso è GRATUITO PER TUTTI i visitatori per i primi tre mesi, grazie anche al main sponsor statunitense.
mamma mia! ma chi è quella lì
Maga Magò ?!?
Le opere esposte sono sempre le stesse. Prima dell’inaugurazione si potevano vedere quasi tutte tra Brera e Palazzo Reale, quindi niente di nuovo. L’affluenza ? Merito di piazza Duomo, là anche quando diluvia c’è folla, figuriamoci poi quando si è diffusa la notizia in TV che l’accesso era gratis, il che tradotto nella mente dell’utente medio significa: corriamo tutti a vederlo prima che mettano un biglietto d’ingresso.
Ho visitato il Museo ieri. Voglio segnalare alcun pecche organizzative: non c’è nessuna segnalazione su come raggiungere il soffitto Fontana, il personale è totalmente impreparato (alla domanda su come raggiungere il soffitto la risposta è stata “non so di cosa parla”), in generale il percorso è mal organizzato.
ma si parla solo di architetti o i musei hanno i loro direttori con nome e cognome??
l’arredo del museo del 900 è triste e le sedute
poltroncine da sala alitalia…sono ridicole.
le opere finalmente hanno trovato una collocazione..i milanesi le conoscevano a memoria.. grande l entrata e povera l ‘uscita
tra una sfilza di piante di bambu e una carrellata di foto ..collezione banca americana!
intanto c’era chi si beccava una stella di natale caduta dall albero di piazza duomo e finva all’ospedale…
Credo ci sia ben poco da commentare.
Ho visitato il nuovo museo lo scorso sabato e dire che ne sono rimasta delusa è un eufemismo.
La struttura all’esterno sembra una meraviglia, ma all’interno alcune sale espositive sono talmente piccole, che non si ha nemmeno modo di poter visionare un’opera da lontano, inoltre a causa della gratuità dell’ingresso, la ressa era così eccessiva che nelle sale di Manzoni e Modigliani non si aveva nemmeno modo di avere una visione d’insieme dell’allestimento.
I pannelli modulari alle pareti erano già -ad una settimana dall’apertura – estremamente rovinati, con la stoffa scollata; mentre i pavimenti del soffitto Fontana erano opachi e rigati. Tra un anno probabilmente salteranno via le mattonelle, se tanto mi da tanto.
Le opere presenti sono interessanti, certo, ma nulla di nuovo…si trattava di opere già visionabili a Milano, per la maggior parte.
Allestimenti pessimi e illuminazione indegna (in alcune tele ci si poteva specchiare. Che fosse un modo per far entrare il fruitore dentro l’opera?).
Per non parlare delle poltrone da studio dentistico: scomode, poche e orrende.
Il percorso poi, è mal strutturato: in alcune sale bisogna tornare indietro (nella ressa!) per poter salire al piano superiore, perchè le scale mobili sono state montate al contrario probabilmente e portano giù, anziché su.
Che dire? Grazie Milano per questo bel dono, ma la prossima volta i soldi usiamoli meglio!
Un’indignata storica dell’arte contemporaneista
Mi dispiace dirlo ma il paragone non regge.
Il Macro di Roma ha un concorrente incredibile nel Maxxi ed entrambe le strutture purtroppo fanno sembrare il Museo del Novecento alquanto provinciale.
Milano è rimasta al palo mentre Roma, credo grazie alla lungimiranza dei suoi sindaci progressisti, è riuscita a ricrearsi un ruolo di importanza europea che le mancava.
Speriamo nell’Expo ma temo che ormai Milano abbia perso il suo essere capitale morale e d’arte d’Italia.
vorrei sapere come si è arrivati a una simile affermazione, come si è potuto constatare ul numero di visitatori al museo del novecento?
essendo a ingresso gratuito fino al 28 febbraio 2011 (scelta questa, che ha dimostrato di essere guidato da menti illuminate, perchè ha favorito la sua conoscenza), e pertanto un’affluenza non veritiera, non ha bigliettazione, quindi: come hanno potuto conteggiare gli ingressi, i visitatori?