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È un progetto artistico, ma è concepito come un premio d’arte, con tanto di cerimonia di premiazione hollywoodiana. E comunque gode di un patrocinio inattaccabile come quello del Guggenheim Museum di New York, e serve per tastare il polso della sensibilità e del gusto correnti.
Parliamo del Rob Pruitt Art Awards, premio alla sua seconda edizione ideato dall’omonimo artista per “onorare personalità, mostre e progetti che ha dato un contributo significativo nel campo dell’arte contemporanea nell’anno passato”. Quindici le categorie premiate, con una giuria anonima formata da un gruppo di oltre mille artisti e professionisti delle arti presieduto da Glenn O’Brien, che ha decretato Artista dell’anno Louise Bourgeois – scomparsa a maggio di quest’anno -, davanti a Marina Abramović, John Baldessari e Trisha Donnelly. Fra le altre categorie, Curatore dell’anno è Chrissie Iles, che l’ha spuntata su Massimiliano Gioni, Laura Hoptman e Neville Wakefield, mentre il Blogger o critico dell’anno è l’inossidabile Jerry Saltz e New Artist of the Year Tauba Auerbach.
[exibart]












Bravi!!!!
La migliore.
Già se ne sente la mancanza.
Pur considerando la relativa limitatezza di un premio, è bene segnalare la vittoria tra i gallery group show di Primary Atmospheres, alla David Zwirner,una mostra con lavori di artisti californiani degli anni 60/70 che i vari riassemblatori ikeani,i loro curatori e compratori di cui parla Rossi spero conoscano.
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Curated by Kristine Bell and Tim Nye, Primary Atmospheres: Works from California 1960-1970 presented to the New York public a long-overdue survey of the particular kind of minimal work that was made in and around Los Angeles, work which differentiated itself in its emphasis on surface, synthetic materials, industrial processes, and perception. Often referred to under the umbrella term “Light and Space,” the artists and artwork included in this exhibition presented a more inclusive overview of the ground-breaking and diverse art practices that flourished in California in the 1960s. The exhibition included rarely seen works by Peter Alexander, Larry Bell, Laddie John Dill, Robert Irwin, Craig Kauffman, John McCracken, Helen Pashgian, James Turrell, De Wain Valentine, and Doug Wheeler.
An illustrated catalogue with an essay by noted critic Dave Hickey was published on the occasion of the exhibition in collaboration with Steidl, Germany.