Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
“Di notte –
in realtà sempre, ma soprattutto di notte -, quando la stradina è illuminata
soltanto da un occasionale lampione, ben poco distingue il museo dagli altri
palazzi della zona vecchia della città”. Il che equivale a dire che non si
tratta di un edificio progettato e realizzato da una archistar, e dunque molto probabilmente
non si tratta di un museo d’arte contemporanea. E infatti no, perché la
struttura è tematica, ed è dedicata al suicidio.
Guardiano e factotum di questo bizzarro luogo “culturale” – iniziativa a
carattere privato con la mission di costituire un deterrente alla scelta
estrema, ma in realtà grande stimolo alla medesima – è “il vecchio”, il quale
vanta una lunga esperienza, fra l’altro come guardasala della galleria
dell’Aeroporto Internazionale di Brema, che raccoglieva sostanzialmente croste,
croste e ancora croste (da un immaturo Georg Mühlberg a un disconosciuto
Christian Rohlfs, passando per “schizzi scialbi” di Ernst Deger e per un Georg
Friedrich Ackermann “pesantemente danneggiato dall’acqua”).
carattere privato con la mission di costituire un deterrente alla scelta
estrema, ma in realtà grande stimolo alla medesima – è “il vecchio”, il quale
vanta una lunga esperienza, fra l’altro come guardasala della galleria
dell’Aeroporto Internazionale di Brema, che raccoglieva sostanzialmente croste,
croste e ancora croste (da un immaturo Georg Mühlberg a un disconosciuto
Christian Rohlfs, passando per “schizzi scialbi” di Ernst Deger e per un Georg
Friedrich Ackermann “pesantemente danneggiato dall’acqua”).
Ecco, se siete in vena di atipici doni natalizi, è il romanzo adatto. E se il
ricevente dovesse storcere il naso, potete sempre citare l’Observer e definirla
una “fiaba”. (m. e. g.)
ricevente dovesse storcere il naso, potete sempre citare l’Observer e definirla
una “fiaba”. (m. e. g.)
Dan Rhodes, Il bizzarro museo degli orrori, Newton
Compton, Roma 2010
link
correlati
me.giacomelli.blog.exibart.com
*articolo pubblicato su
Exibart.onpaper n. 70. Te l’eri perso? Abbonati!
[exibart]











