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Ultimi colpi galleristici di fine anno, e sono
fuochi d’artificio. Dopo il colpo gobbo di Barbara Gladstone, che si è assicurata
la rappresentanza del lavoro di Keith Haring, un’altra big newyorkese, Paula
Cooper, ha arruolato Paul Pfeiffer e Tauba Auerbach, “orfani” del fu Deitch Project.
Ma è la londinese Lisson Gallery, reduce da una
grande retrospettiva di Marina Abramovic, ad annunciare l’ultimissimo successo:
l’ingresso di Ai Weiwei tra gli artisti della propria scuderia, con l’annuncio
di una mostra di sue fotografie al Fotomuseum Winterthur in Svizzera e una
mostra di Ai architetto alla Kunsthaus di Bregenz, in Austria. Ma il clou sarà
la personale nei propri spazi londinesi che Lisson dedica il prossimo maggio all’artista
ancora bloccato agli arresti domiciliari in Cina e che il 2 maggio vedrà
chiudersi il suo progetto per le Unilever Series nella Turbine Hall della Tate.
(nicola davide angerame)
grande retrospettiva di Marina Abramovic, ad annunciare l’ultimissimo successo:
l’ingresso di Ai Weiwei tra gli artisti della propria scuderia, con l’annuncio
di una mostra di sue fotografie al Fotomuseum Winterthur in Svizzera e una
mostra di Ai architetto alla Kunsthaus di Bregenz, in Austria. Ma il clou sarà
la personale nei propri spazi londinesi che Lisson dedica il prossimo maggio all’artista
ancora bloccato agli arresti domiciliari in Cina e che il 2 maggio vedrà
chiudersi il suo progetto per le Unilever Series nella Turbine Hall della Tate.
(nicola davide angerame)
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[exibart]











