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Lo aveva detto: “Farei qualsiasi cosa per l’arte”.
E la giornalista, curatrice e critica napoletana Elda Oreto ha cominciato a
farlo, per Luigi Moio e Luca Sivelli, il duo partenopeo avvezzo alle
provocazioni erotiche. Nella performance allestita in questi giorni nella
project room del Madre, ha così esibito, divertita, la sua rigogliosa nuda
bellezza mentre era intenta ad imboccare il pubblico con dei babà.
Naked Lunch – pasto nudo – è apparso come un gioco gustoso, ironico, spiritoso
per meravigliare lo spettatore e “nutrirlo” di un pensiero dolce, “che fa di
una donna pensante una donna di gran lunga più eccitante”. Un video di tre
minuti tratto dalla performance si potrà vedere fino al 24 gennaio 2011. (ivana
porcini)
per meravigliare lo spettatore e “nutrirlo” di un pensiero dolce, “che fa di
una donna pensante una donna di gran lunga più eccitante”. Un video di tre
minuti tratto dalla performance si potrà vedere fino al 24 gennaio 2011. (ivana
porcini)
[exibart]










Ad un pubblico senza strumenti bisogna dare cose che capisce: nudo e cibo. Prima di fare il museo, in Italia, bisognerebbe fare il pubblico.
Non bastano le opere o performance erotiche e pornografiche degli pseudo artisti contemporanei che non hanno nulla da dire e usano il nudo o la violenza per far parlare di sè. Ora anche i curatori, che hanno evidentemente esaurito le loro chiacchiere morte sono costretti a spogliarsi per attirare il pubblico. Che tristezza. Da appassionata sto scovando, in diversi circuiti, diversi artisti incredibili che sono nell’ombra e che porterebbero gente in un museo solo per il loro talento senza bisogno nè di parole e nè di provocazioni. Ma questa è un’altra storia.
E UN BEL CHI SE NE FREGA NON CE LO VOGLIAMO METTERE?I critici non esistono.la ragazza infatti ci prova.a fare l’artista.la ragazza sgombri il campo insieme ai migliaia di papponi che non valgono e non capiscono niente -critici”curatori”galleristi che non sanno la storia dell’arte-e se ne vadano affanculo-NON ABBIAMO BISOGNO DI VOI!
E chi ha il diritto di lavorare e guadagnare nel mondo dell’arte SIAMO SOLO NOI.SOLO NOI!
LA CRITICA NON ESISTE.SPECIE SENZA CULTURA E FORMAZIONE ARTISTICA!E’UNA TRUFFA!BELLA E BUONA.I “CURATORI”POI SONO DEI PAPPONI CHE NON CI SERVONO AFFATTO!AFFATTO!GIA’CI FANNO LA CRESTA I GALLERISTI ,SUI NOSTRI LAVORI;I CURATORI VADANO A FARSI CURARE!
l’unica disgrazia dell’arte contemporanea è essere fruita a volte ma per fortuna non sempre da un pubblico ignorante, presuntuoso e falsamente moralista!!!:-)
Nel loro piccolo questi sono sintomi preoccupanti, ma sono anche inevitabili. Sono d’accordo con Gus: cosa vuole la gente a Napoli? Cosa capisce? Cibo e donne. Scelte rispettabilissime, ma l’arte contemporanea perde sistematicamente l’appuntamento con il presente: perchè nel presente puoi trovare in 1000 modi migliori cibo e donne. Ma il problema è che il pubblico non ha gli strumenti per andare oltre cibo e donne; allora vediamo queste degenerazioni pop. Prima di fare il Madre, i musei, gli spazi no profit, o l’ennesima opera per incensare il proprio ego, bisognerebbe scendere dalla torre d’avorio e tentare di fare il pubblico. Quanto meno un opinione pubblica attenta e non analfabeta come oggi. Questo avrebbe effetti a cascata sulle proposte del sistema (che sarebbero sottoposte ad opinione pubblica) su i tagli alla cultura ( se c’è interesse di pubblico, c’è anche interesse politico) e anche sul disinnescare certi beceri “critici del sistema” che sono molto peggio del sistema stesso.
Ma è proprio disposta a tutto per l’arte?
No perchè sono un artista blasonato ed ho in mente una certa performance …
Innanzitutto non si capisce perché Exibart, che potrebbe sfornare venti notizie fresche all’ora, rilanci una cosa che è vecchia di una decina di giorni, e passata ormai su varie testate locali. Già il fatto che la notizia diventi la presenza di una “critica-curatrice” e non la performance in sé è sintomatica… del resto, la stessa “azione” è piuttosto datata: si tratta di una performance che Moio&Sivelli, da tempo assenti dalla scena dell’arte, hanno proposto vari anni fa (perché questa cosa non è stata scritta, neppure nei lanci per la stampa?!). E per favore non tacciamo di “moralismo” le critiche negative: semplicemente, si tratta di un’operazione obsoleta, noiosa e priva di impatto; se la critica-curatrice vuol dare sfogo al proprio esibizionismo faccia pure, chi se frega, ma che lo si voglia far passare per devozione all’Arte è davvero comico… Lo stesso ricorso a una figura “anomala” e non ad una professionista fa capire il livello di trascuratezza e di faciloneria (io pensavo che la performance fosse una forma d’arte seria, non un divertimento per gente desiderosa di un quarto d’ora di celebrità) al quale si è giunti a Napoli…
ma che cazzo scrivi??? ma ti rendi conto delle enormità che sei riuscito a scrivere???
li conosci tutti i napoletani? sei solo un povero ignorante…
ma perchè nella vita esistono cose migliori del sesso e del cibo? siete sicuri?
sei sicuro luca rossi?
Dico che in italia il pubblico non ha gli strumenti è quindi l’offerta pubblica (per essere accettata) deve andare al ribasso; e andando al ribasso l’arte contemporanea perde sistematicamente nella competizione con altre cose e altre discipline. Ho generalizzato per esprimere una tendenza.
@luca rossi:
con questa hai perso tutti in un colpo quei pochi punti che avevi.
roba da non credere.
siete davvero piccoli piccoli e di questo passo tali rimarrete!
Seneca!!! Presumo dal tuo discorso pregno di invidia, che sei uno pseudo tale incompreso… e sai perchè? perchè manchi di solidarietà verso gli artisti, potenziali tuoi colleghi!
ARRENDITI:-)
I commenti letti sono il segno di una vivacità positiva nell’arte che, essendo un cosa molto soggettiva è facilmente criticabile. Vorrei fare una considerazione sul tema di formare il pubblico, ma aggiungo anche artisti, critici, galleristi, collezionisti e così per tutti i settori del lavoro etc. E’ una sacrosanta verità, ma credo che prima venga la formazione dell’individuo per quello che attiene i valori del vivere sociale e cioè rispetto (per se e quindi per gli altri), solidarietà, autostima, disciplina e così via iniziando sin da bambini. Ed è quello che la http://www.fondazionecusani.it sta facendo con i progetti pilota LA MUSICA VA A SCUOLA e L’ARTE VA A SCUOLA utilizzando due linguaggi universali che stanno portando risultati eccezionali in una scuola alla periferia di Roma con una presenza multietnica al 45%, bullismo, droga scambiata e consumata nel cortile della scuola (lo testimoniano siringhe etc)etc. Credo che la cultura (l’arte, la musica etc) possa avere un ruolo fondamentale nella rinascita di un Nuovo Umanesimo Rinascimentale in questo nostro paese che è scivolato molto in basso e credo che questo sia affidato alle arti e a chi vi opera nel bene e nel male perchè tutto concorre al risultato. Anche questa performance che ha ottenuto il risultato di far discutere, fattore determinante di crescita.
Cordialmente
dario cusani
ecco! mancava giusto “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio” (parte il jingle).
ma un po’ di argomenti no, eh?
la ragazza di fronte con il vassoio!
quella si che era interessante se si spogliava..
negli anni 30 però.
Le solite cazzate dell’arte, si fa qualcosa di sensazionalistico per far parlare i media e, senza nemmeno tanta fantasia.
che squallore, una pseudo curatrice che mette lo skifo di fuori…, due sciocchi che si cimentano con l’arte con scarso risultato, che schifo, questa è napoli, questo è lo squallido madre e i suoi poveri artisti, i suoi incompetenti curatori che scelgono per amicizia o parentela, chiudiamo gli occhi.
ma il salvagente della pseudo critica nuda, fa parte della performance?