26 gennaio 2011

Bondi o non Bondi? Nel mezzo brilla il redivivo Rutelli terzo polista…

 

di

Francesco RutelliSiamo al
paradosso, ma del resto il paradosso pare essere diventato lo status
caratterizzante dell’Italia attuale. Nel caso specifico si tratta di questo: le
tematiche per così dire “culturali” guadagnano il primo posto nell’attenzione
della politica, della pubblica opinione e dei media – a causa della mozione di
sfiducia al Ministro Bondi -, e la cosa dovrebbe rallegrare tutti. Invece – per
paradosso, appunto – il “salire di livello” diventa il de profundis per
qualsiasi speranza di mediare una soluzione migliore ai noti problemi di tagli
indiscriminati nei bilanci.
In questo
panorama di radicalizzazione delle posizioni, si distingue per intelligenza l’approccio
e la proposta del Terzo polo, sintetizzata dalle posizioni espresse da un
redivivo Francesco Rutelli. Un ex Ministro dei Beni culturali il cui mandato, specie
se riconsiderato in un impietoso raffronto con quanto venuto dopo, diventa
decisamente accettabile. Ora dunque Rutelli riemerge dal silenzio che aveva egli
stesso scelto per farsi latore di una proposta magari destinata a fallire, ma
certamente ragionevole.
Bondi chiede la nostra fiducia – domandano Fli, Api e Udc -? Parliamone, ma al
Ministro chiediamo a nostra volta di aderire ad alcune richieste che riteniamo
inderogabili. E si tratta della proroga triennale del tax-credit per il cinema,
del reintegro del Fus a 450 milioni di euro, della deroga per l’assunzione del
personale ex concorso 2008 dei Beni culturali, dell’eliminazione dei limiti di
spesa agli enti locali per mostre e sponsorizzazioni – questione spinosissima,
anche da noi più volte sollevata -, del ripristino dei fondi per il ministero
fino a 1 miliardo e 700 milioni.
Per una volta un
focus sui contenuti, e che contenuti visto e considerato che in particolare il
taglio alla capacità di spesa di Comuni e Regioni non consentirà a decine di
musei e gallerie di proporre una programmazione per quest’anno. Ovviamente la
risposta del PDL non si è fatta attendere: proposte irricevibili!

[exibart]

1 commento

  1. Il cinema, l’arte non è diventatoun affare di Stato. Chi fa cinema e arte se lo deve finanziare con i propri soldi. In Italia c’è la para cultura statale, in cui tutti chiedono soldi per produrre cose di pessima qualità.
    Mentre, la vera nostra risorsa è il patrimonio storico culturale che si presenta agli occhi del mondo abbandonato a se stesso, con una classe dirigenziale costituita da burocrati, spesso superficiali e incompetenti. E’ qui che dovrebbe intervenire il governo per fare pulizia e razionalizzare le spese in modo efficiente.

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