11 febbraio 2011

Cattelan al Madre suona la carica dei “somari”. Fra musica, calcio, e anche arte…

 

di

79169

79165(1)

79166

79167

Maurizio Cattelan con Eduardo Cicelyn e, sotto, alcuni momenti della serata

Guagliù, facimm’
ammuina!
”. Queste parole non sono mai state pronunciate da Maurizio Cattelan questa
notte, nel corso della sua perforante (per orecchie e impatto espressivo) performance
al Madre, eppure sarebbero state la perfetta trascrizione del suo saltellare a
suon di musica e ballare, dando fiato a un rumorosissimo fischietto da arbitro
e incitando col suo esempio altri “complici” usciti dal quasi nulla tra la
folla.
Ma andiamo con ordine: il comunicato diffuso nei giorni precedenti, criptico e
con quei pochi dettagli che bastano per far scatenare fantasia e illazioni
degli addetti ai lavori, preannuncia: “Maurizio Cattelan, l’asino dell’arte
italiana, sbarca a Napoli per creare l’opera definitiva, quella da tramandare
ai posteri, quella che anche a San Gennaro ‘si squaglierà il sangue nelle
vene’
. Doppio Miracolo Napoletano: il ciuccio azzurro conquista lo
scudetto; i somari del Madre scalpitano e sopravvivono
“. Tant’è, e pubblico e
giornalisti si affollano alle porte di questa Madrenalina – Azzurro Night,
curiosi e disciplinatamente vestiti d’azzurro, come da dress code promulgato:
si dovesse prendere collera San Gennaro?
A inizio serata nulla di inusuale, solita musica “di riscaldamento”,
videoproiezioni in sottotono, qualcuno sospetta la bufala. Ma precisissimo,
alle 23 in
punto, come da indiscrezioni raccolte dallo staff del Madre, si scatena il
pandemonio: il folletto Maurizio Cattelan compare, all’inizio quasi
inosservato, tra la massa, e insieme a un gruppetto di persone improvvisamente
materializzatosi nel pubblico, anch’esse munite di fischietto, inizia a
lanciare fischi intermittenti a pieni polmoni. Sugli schermi, scorrono adesso i
momenti-clou delle azioni degli eroi azzurri, Lavezzi, Cavani, Cannavaro, Hamsik,
misti a videoanimazioni.
La musica non si è mai arrestata del tutto, i fischi si sovrappongono ai brani
pop-dance e, alternativamente, al sonoro dei filmati. Intorno, l’agitatore di
popolo e di convenzioni Cattelan riesce subito a coinvolgere la gioventù più e
meno fresca partenopea, che con lui e a braccetto con lui – che riesce a far
saltellare persino il direttore Eduardo Cicelyn – per almeno mezz’ora balla,
zompetta, fischia, urla e inneggia ai goal, e forse a un orgoglio cittadino e
museale che a volte, al di là di ogni colore politico, ci vuole solo un gran
rumoreggiare per sollevare. Niente di razionale, solo la sensazione di essere
capitati nel bel mezzo di un rito e plebiscito collettivo dell’arte, che a suon
di apotropaici e liberatori fischi brucia timpani e polemiche con la sola
regola che le istituzioni culturali, come il calcio, sono di tutti… (diana
gianquitto
)

[exibart]

 

21 Commenti

  1. Dopo la donna seminuda che imbocca il pubblico con i babbà (recentemente al Madre) una grande festa tra discoteca e stadio mi sembra coerente e forse anche migliore. Consapevoli del valore di Cattelan in questo ventennio (in fondo una delicata dittatura), dobbiamo anche essere consapevoli che l’asino dell’arte, colui che si sottrae e scappa dal ruolo di artista, alla fine, c’è sempre. C’è sempre. Ed è sulla bocca di tutti. Quindi il suo sottrarsi rischia di diventare la leva per stimolare e far godere il proprio ego, il proprio narcisismo. E forse, in questa fase storica bisogna tenere un altro atteggiamento, dove il “come” possa prevalere sul “chi” e sul “cosa”. Gli anni 90 sono finiti. Non si tratta di non essere “pop” ma di esserlo in modo nuovo…questa DISCOSTADIO mi sembra francamente efficace per il pubblico napoletano ma un po’ fine a se stessa..

  2. Dalla console: non si può descrivere la carica emotiva che si sentiva nell’aria. Sembrava uno stadio concentrato, come un ragù ben preparato dal sabato per la domenica. Squacquera il pubblico e anche gli addetti ai lavori. Con pochi fischietti il suono del caos armonioso e socialmente condiviso di un popolo che ha ancora il sangue nelle vene. Grazie.

  3. Catapano, mi faccia il piacere! Un popolo “con ancora il sangue nelle vene” (citazione alla Luciano De Crescenzo, complimenti) non si tiene tutte quelle tonnellate di munnezza per le strade senza battere ciglio, non vede sgretolarsi il suo patrimonio senza battere ciglio, non si tiene la camorra dei vicoli e dei colletti bianchi senza battere ciglio. E non trasforma un museo di raccomandati incompetenti in una discoteca, senza una programmazione espositiva o culturale degna di nota.

  4. @tototruffa
    vedo che talecan ancora una volta ha ottenuto il suo scopo (che alla fine è il solo e unico motivo per cui esiste) e cioè banalizzare/ridicolizzare situazioni (di cui non capisce/sa una ceppa) e far esclamare alle menti semplici ‘no questa non è arte’ ‘oh la discoteca in museo dove siamo finiti’ dimenticando però il contenuto della mostra e la diarrea di musica di sottofondo, cioè l’arte di talecan aka copialan si esaurisce sempre prima di incominciare, l’importante è che faccia dire a tutti ‘no questa non è arte’ creando uno scandalo fake e poi si esaurisce lì . in questo modo il semplice si ferma in superficie magari non riflette sulla scoreggia di musica banale che si ascolta talecan (fan di jovanotti che si è trasformato definitivamente nel nuovo gianni morandi) e su quanto è fake, ma capisce solo che quello non è il contenitore appropriato per essa = creazione del finto scandalo = another fucking ready made. booring

    @catapano
    provochi risate di compatimento .

  5. Ovviamente sarete tutti grandi esperti in materia. Avrete visto milioni di mostre, sfogliato quintali di riviste, ascoltato ore ed ore di lezioni sull’arte. Quindi vi chiedo scusa se ho banalizzato la vostra formazione ed ho sentito qualcosa durante la performance cercherò di controllare i miei sentimenti. Avete per caso un manuale a tal proposito? Vi vedo ferrati.

    Detta in altre parole: “beata ignoranza”. Del nome dell’artista non me ne frega un emerita ceppa io guardo, sento, osservo, ma soprattutto SENTO (lo ripeto) se mi suscita qualcosa bene altrimenti non mi piace.

    Poi se devo pensare alla spazzatura, alla camorra e ai colletti bianchi ogni qual volta sto per provare un’emozione bé a questo punto dovrei dire addio anche ai miei coiti.
    Oppure potrebbero essere queste sensazioni a far venir voglia di salvare questa città? E quindi il bello suscita in me una rabbia ed una voglia di fare? No, non sarà così. Forse avete ragione voi. Meglio mettersi su un blog sotto falso nome e sputare veleno su ogni cosa si faccia in questo mondo. Questo è il modo giusto di vedere la vita.

    (in ogni caso vorrei lanciarvi un input: Giovedì sera Napoli è disabitata. Una serata al Madre come altre attività portano vita alle strade. Strade vive, con persone che vivono la propria città = esigenza di una città a misura d’uomo. Quindi più Napoli vive il proprio territorio e più la gente sente l’esigenza di avere strade sicure e pulite.)

    In ogni caso mi piacerebbe capire il vostro dissenso: probabilmente ho la mente chiusa e non riesco a vedere le cose al di là della mera emozione. In un modo tranquillo e argomentato sarebbe gradito.

    Grazie

  6. -Del nome dell’artista non me ne frega un emerita ceppa io guardo, sento, osservo, ma soprattutto SENTO (lo ripeto) se mi suscita qualcosa bene altrimenti non mi piace.-

    a me suscita molti più sentimenti piccolo lucio di cattelan, non capisco cosa tu possa provare in una performance forzata con musica di merda intervallata a immagini del mondiale (magari è anche uscita schifosamente l’italia all’ultimo mondiale), piccolo lucio vero artista non fake come talecan :

    http://www.youtube.com/watch?v=7WMaDyA8F0A

  7. se questa è la massima espressione dell’arte e Lui è il Picasso dei giorni nostri allora viviamo veramente in un mondo di Merda !
    Cattelan è un pubblicitario non un artista !
    Anche Berlusconi è un pubblicitario, non un politico.
    Se tanto mi da tanto…

  8. Ed allora Savino, facciamo finita una volta per tutte con l’ARTE.
    Liberandoci di Lei ed in questo modo liberando noi stessi potra’ nuovamente nascere in pace.

    Savi’, stiamo parlando di una cosa che è morta da un pezzo (è un Lazzaro che si rifiuta di resuscitare ).

    ciao savino.

  9. A differenza di Lei, Catapano, la chiamerei “divina ignoranza” (dal momento che ignorare equivale a non avere colpe) non senza averLe prima restituito l’ironia di cattiva qualita’ che scalda la sua infelice frase e che assomiglia tanto ad uno sfogo personale.
    Catapano, non mi risulta che ci sia qualcuno in questi commentari che le abbia proibito qualunque emozione di tifoso improvvisato o gli abbia negato gli effetti delle sue leggitime chiavate, ci mancherebbe .
    Piuttosto ,In merito alle sue estasi da Santa Teresa D’Avila di fronte al capo della Tifoseria con il fischietto, Le chiedo: ma scusi non era opportuno per il madre farsi pubblicita’ con FABRIZIO CORONA ? lo dico a Voi Signori del Madre se vogliamo coerenza di spettacolo, concedetevi del coraggio ed osate ….scegliete l’autentico operaio dell’INTRATTENIMENTO e non la sua brutta copia.
    SIATE PER UNA VOLTA CONTEMPORANEI PER DAVVERO.

    Catapano, Ne conviene ?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui