20 febbraio 2011

Che fare? È in riva al Danubio l’anteprima del 2011 anno dell’Arte Povera

 

di

Uno scorcio della mostra di Linz
2011 anno di
Biennale di Venezia? Sì, ma anche di diverse contro-biennali, più o meno volutamente
in contrapposizione al timbro sgarbiano sulla rassegna veneziana. Una
contro-biennale sarà probabilmente, per l’ampiezza annunciata, la serie di
mostre – sei in tutta Italia – che riporterà al centro dell’attenzione l’Arte
Povera
.
In attesa di
vedere le forze in campo, un appetizer va in scena in Austria, al Lentos Museum
di Linz, con la mostra Che fare? Arte Povera. Die historischen Jahre. Gli anni
storici: oltre cento opere nel pieno degli anni ruggenti del movimento, dal
1967 al ’72, con il plotone di artisti che comprende tutti i nomi eccellenti.
Dalla A alla Z, da Anselmo a Zorio, passando per Boetti, Calzolari, Fabro, Gilardi,
Kounellis, Merz, Paolini, Pascali, Penone, Pistoletto, Prini, Salvo
. L’incipit
del titolo è una scritta che compariva sul muro di una delle prime collettive
del gruppo: era un intervento di Mario Merz che a sua volta riprendeva un motto
di Lenin.
Le opere esposte provengono da importanti collezioni europee, pubbliche e
private. Alcune sono addirittura pressoché sconosciute al pubblico. Tra i
curatori c’è Friedemann Malsch, direttore del Liechtenstein Museum di Vaduz,
l’istituzione promotrice della mostra e proprietaria essa stessa di un numero
considerevole di opere esposte. Non per nulla, sin dalla sua nascita questa
istituzione ha posto molta attenzione all’Arte povera. La mostra, in realtà, è
già stata proposta nel 2010 dal Liechtenstein Museum nella propria sede del
piccolo Principato, per festeggiare i primi dieci anni di attività. Gli altri
curatori e autori del catalogo sono Christiane Meyer-Stoll e Valentina Pero.
Ma come vede oggi, retrospettivamente, il “suo” movimento Germano Celant,
l’indiscusso teorico e animatore dell’Arte povera nonché, nel tempo, nume
tutelare del marchio? Semplice, basta leggere nel catalogo il suo testo quale
immancabile contributo alla mostra appena inaugurata… (franco veremondi)

Fino al 29
maggio 2011
Ernst-Koref-Promenade
1 – 4020 Linz
info@lentos.at
www.lentos.at

[exibart]

3 Commenti

  1. Ma in talia c’è solo l’arte povera che è diventata ricca? Non c’è anche quella antistituzionale che la casta culturale italiota ignora!

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