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Una bellaresponsabilità, se è vero che i predecessori, nelle ultime edizioni della
kermesse, sono stati fra gli artisti più sorprendenti e apprezzati, da Patricia
Piccinini, nel 2003, a
Ricky Swallow (2005), a Shaun Gladwell nell’ultima edizione del 2009.
E nella prossima edizione, nel giugno di quest’anno, spetterà ad Hany Armanious
il compito di tenere alta questa tradizione, legata alla qualità del padiglione
dell’Australia alla Biennale di Venezia. Nato in Egitto nel 1962 ma da sempre
Sydney-based, sarà lui infatti a rappresentare il paese ai Giardini di Castello
con una personale che esporrà undici opere scultoree, la maggior parte delle
quali nuove, ed alcuni pezzi più vecchi.
il compito di tenere alta questa tradizione, legata alla qualità del padiglione
dell’Australia alla Biennale di Venezia. Nato in Egitto nel 1962 ma da sempre
Sydney-based, sarà lui infatti a rappresentare il paese ai Giardini di Castello
con una personale che esporrà undici opere scultoree, la maggior parte delle
quali nuove, ed alcuni pezzi più vecchi.
Noto anche in Italia dopo la mostra del 2009 alla Galleria Raucci Santamaria di
Napoli, l’artista ha esposto in tutto il mondo, prendendo parte nel 2010 alla
Adelaide Biennial of Australian Art; nel 1998 ha vinto il
prestigioso Moet & Chandon Fellowship. “L’opera di Armarnious è penetrante,
pungente, e spesso umoristica – ha dichiarato il commissario del padiglione
Doug Hall -, e sono sicuro che il pubblico internazionale rispondere ad essa
con vivo interesse“.
Napoli, l’artista ha esposto in tutto il mondo, prendendo parte nel 2010 alla
Adelaide Biennial of Australian Art; nel 1998 ha vinto il
prestigioso Moet & Chandon Fellowship. “L’opera di Armarnious è penetrante,
pungente, e spesso umoristica – ha dichiarato il commissario del padiglione
Doug Hall -, e sono sicuro che il pubblico internazionale rispondere ad essa
con vivo interesse“.
venicebiennale.australiacouncil.gov.au
[exibart]







