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E’ Savino di Lernia, responsabile della missione archeologica Italo-libica nell’Acacus e nel Messak, a lanciare l’allarme. L’archeologo dichiara che i bombardamenti rischiano di distruggere le vestigia monumentali che si concentrano maggiormente nel Nord del paese, dove si trovano alcuni siti inseriti nella lista dell’Unesco.
“Cio’ che temo di piu’ per il patrimonio archeologico della Libia – dichiara Di Lernia – e’ che venga usato come forma di pressione e di revendicazione. Basti pensare alle statue dei Budda abbattute in Afghanistan dai talebani. Non mi sorprenderebbe se ora, di fronte ad una vasta propaganda contro l’Italia, ci fosse un gesto dissennato contro i siti”.
[exibart]













