-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
E’ guerra aperta tra Il Sole 24Ore e Il Giornale. Alle accuse giunte dal quotidiano feltriano da parte di Vittorio Sgarbi nella giornata di ieri, dove il critico avrebbe smentito l’autenticità dell’inedito Sant’Agostino del Caravaggio e aperto alla discussione sulla veridicità dell’attribuzione ad eccelsi studiosi, arriva prontissima la risposta del giornale torinese. Dalla loro, dati documentari accertati alla mano che attribuirebbero il dipinto al Merisi, ora in viaggio per Ottawa per una grande mostra dedicata al maestro. L’opera, inoltre, proverrebbe dalla collezione Giustiniani di Roma. Ben venga il dibattito tra gli esperti, scrivono su Il Sole 24 ore Marco Carminati e Silvia Danesi Squarzina (la storica dell’arte che ha scoperto l’opera in una collezione privata spagnola) ma “non si può parlare senza aver visto la tela” riferendosi a Sgarbi. Il Giornale intanto continua a sferrare duri colpi mettendo “le carte in regola” sui documenti presi in rassegna dalla Squarzina, che a quanto pare avrebbe curiosamente omesso aspetti importanti delle prove documentarie, che affiancherebbero al dipinto scoperto in Spagna un “pendant”, un’altra opera di identica fattura e formato, raffigurante un San Gerolamo.
Il Corriere della Sera sui jeux d’esprit del premier Berlusconi. Durante il vertice bilaterale col leader israeliano Netanyahu a Villa Madama sui programmi nucleari iraniani, Silvio Berlusconi, per dirla in gergo, la butta sul ridere. Dietro le spalle dei due capi di stato un quadro di Andrea Appiani che rappresenta il Parnaso. Berlusconi avrebbe commentato goliardicamente: “Il Parnaso? E’ il bunga bunga del 1811!”. Ancora il quotidiano di via Solferino che ci spiega cosa succede se guardiamo quadri come la “Nascita di Venere” del Botticelli o “Bagni di Grénouillére” di Monet. Recenti studi scientifici affermano che alla vista di certi capolavori d’arte si verifica un rilascio di endorfine, encefaline e dopamina nel cervello che attivano sensazioni di piacere. E ancora una mostra a Firenze sul sodalizio tra Giorgio Vasari e la città rinascimentale, in occasione del quinto anniversario dalla nascita del critico, artista, urbanista e progettista. (selezione a cura di rebecca vespa)
[exibart]









