13 gennaio 2012

Cerco casa disperatamente. Un magnate russo vuole comprare il Tempio di Zeus. Un buen ritiro che non piace al sindaco di Agrigento né all’Unesco

 

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Area archeologica di Raffaldi, Agrigento
I nuovi ricchi russi sono abituati a pranzi da migliaia di euro nei migliori locali delle più esclusive località di villeggiatura italiane e simili amenenità, ma da qui a voler comprarsi il Tempio di Zeus nella valle di Agrigento il passo non è breve. Il delirio di onnipotenza ha colto il magnate Mikhail Prokhorov, sfidante di Vladimir Putin alle prossime elezioni presidenziali che, incurante (e ignorante) rispetto al significato che riveste un simile bene per l’umanità intera, ha chiesto informazioni per l’acquisto dell’immobile, se così si può definire. Già ce lo immaginiamo recintato e circondato da un bel parco con relativo garden, un’invitante piscina e l’immancabile cancello automatico per l’accesso alla “residenza” con qualche Suv distrattamente parcheggiato nel retro.
Stavolta però è davvero troppo. L’assurda richiesta è stata accolta dall’urlo del sindaco Marco Zambuto: «Vendere il Tempio? Neanche per 40 miliardi di euro. Pensare che un miliardario possa comprare le nostre meraviglie storiche è semplicemente assurdo». La Commissione Unesco, che nel dicembre 1997 ha inserito il complesso archeologico tra i siti Patrimonio dell’Umanità, invece ha proposto di aprire un tavolo di mediazione per spingere i privati a dialogare con le istituzioni pubbliche non con l’obiettivo di fare shopping di beni culturali, ma di finanziarne il restauro e la valorizzazione. Qualcuno potrebbe far presente a Prokhorov che nella Sicilia delle cronache d’arte c’è un museo, e chissà quante altre realtà culturali,  che è in difficoltà e che magari gradirebbe un aiuto? Senza che però gli venga la brillante idea di  costruirsi una piscina sul tetto per ricambiare il favore. (m.b.)

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