23 febbraio 2012

Una banca che fa “sistema” con l’arte. Grandi collezioni? No, giovani artisti italiani

 

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Si chiama “Banca Sistema Arte” ed è il progetto della Banca Sistema per promuovere il talento dei giovani artisti italiani, in collaborazione con l’Associazione no-profit Artgallery di Milano, che sostiene il lavoro dei creativi in erba anche al di fuori delle logiche espositive mainstream.                      
Una modalità di promozione che consiste nell’ospitare, periodicamente e per circa tre mesi, nelle sedi dell’istituto di credito di Milano, Roma e Londra, mostre personali di emergenti, visibili anche online sul sito  www.bancasistemarte.it. L’istituzione vuole dare la possibilità di costruire un nuovo futuro ai giovani che con il loro lavoro danno un’immagine positiva dell’Italia nel mondo. 
E, oltre la retorica, potremmo aggiungere molto “pittorica”, visto che attualmente in scena a Roma c’è il giovane Roberto Mercoldi con le sue tele e, nella sede di Milano, i progetti di Luca Lillo, a metà tra la grafica tridimensionale e la pittura più fumettistica. Di certo un’iniziativa che fa onore alla categoria degli istituti bancari. Ma perché non affidarsi a bravi curatori che possano indirizzare le scelte e selezionare meglio i candidati? Capita che iniziative lodevoli e lungimiranti come questa poi si disperdano per scelte, apparentemente di contorno ma in realtà decisive. In questi casi si tratta anche di dare identità e timbro stilistico a quello che potrebbe essere l’inizio di una collezione permanente.

2 Commenti

  1. Giovani artisti per eta’ o giovani in arte? Non saremo alle solite discriminazioni tra giovani e meno giovani?

  2. Giovani per età, per creatività e soluzioni immaginative o semplicemente “giovani per forza”?————————————————–
    Passano gli anni,cambiano le stagioni, cambiano le situazioni e persino gli interlocutori e tuttavia, si continua ancora con questa inutile e stupida “tiritera” di un ricercare , per forza, “un’arte giovane” prodotta solo e unicamente dai giovani artisti, presupponendo che solo i giovani possono veramente produrla. Farsa che coincide, è comprensibile, con il ricambio generazionale periodico che il mercato cerca di attivare per non morire. Io non sarei così certo di tali scelte visto l’andazzo e la produzione provvisoria di soluzioni creative che vengono spesso prodotte da questi “giovani per forza”. Scommetto che tra un ventennio continueremo a trattare la stessa problematica, senza aver risolto il nostro stupido dubbio. Di certo, l’arte non è una questione soltanto “anagrafica”, ma soprattutto è un problema di visione personale del mondo. Nonostante le celebrazioni e il successo di un momento, o possiedi una certa “originalità” e invenzione o non sei proprio niente!!! Quello che veramente mi meraviglia e mi preoccupa è la disattenzione assidua e un totale abbandono delle istituzioni relegando i giovani ai margini di un sistema che ritiene come inutile risorsa, per niente utile a questa società di oggi e quindi futura. Di contro, vi è questa ansiosa e spasmodica ricerca di nuove personalità, operazione da utilizzare come “truppa d’assalto” per un qualcosa che non riusciamo ancora a capire molto bene. O forse sì!!!

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